In questo post vorrei continuare il discorso aperto in quello precedente.
Chi volesse intraprendere la professione di copywriter, dovrebbe sapere quali scenari ipotetici gli si potrebbero presentare. Per prima cosa, consiglio a tutti di provare l’esperienza dello stage in agenzia, anche se (probabilmente) verrete spesso abbandonati a voi stessi, potreste essere mal seguiti o vi pagheranno quasi per nulla (nei casi in cui pagano, perché il più dello volte lo stage non è retribuito). Questo perché, nonostante i classici contro che può riservare l’esperienza di stageur, ci sono anche molti pro. In primis, il fatto che questo mestiere non si impara in nessuna scuola. L’unica scuola utile è la pratica e l’esperienza e, di sicuro, copy senior che lavorano in agenzia possono insegnarvi molto. In agenzia potrete capire il significato di brief, brain storming, presentazione lavoro. Lavorerete in gruppo, mescolerete le vostre idee con quelle dell’art, imparerete a ragionare per vie traverse. Sì, perché essere creativi vuol dire proprio questo: arrivare all’obiettivo, passando per quelle strade impervie che la gente “comune”, quando comunica ogni giorno, non imbocca mai. In ultimo, ma non ultima la possibilità di crearvi un vostro portfolio lavori. Se avrete fortuna, magari, potrete esercitarvi anche su qualche cliente importante, che inserito nel book fa sempre scena.
Detto questo, capite bene l’importanza, a mio avviso, di iniziare con uno stage in agenzia. Io, quando sono arrivata lì, non sapevo praticamente nulla. Non sapevo cosa volessero dire parole come “claim”, “rational”, “bodycopy” o “teaser”. Non sapevo come fosse fatto un “brief”, quali fossero i processi che portano alla creazione di una campagna. Insomma, se qualcuno mi avesse messo in testa il cappello con le orecchie da somaro, me lo sarei meritato per davvero. Però, c’è anche da dire che ogni volta che sentivo parole di cui ignoravo del tutto il significato, mi informavo. Leggevo su internet, in siti come quello di Luisa Carrada. Poi compravo libri e imparavo anche da quelli. Avevo un’agenda dove appuntavo ogni cosa e buttavo giù qualche idea. Ho anche preso le vecchie pubblicità realizzate dall’agenzia, le ho disegnate riportando i testi e ragionando sopra ciascuna creatività.
Capiterà sicuramente di sentirvi impreparati e non all’altezza. Il vostro punto di forza sarà, e dovrà sempre essere, la curiosità. Non si dovrebbe mai smettere di essere curiosi, di cercare, di provare, di studiare.
Superato lo stage, metterete piede nel mondo. Quello vero. A questo punto dovrete capire se volete diventare dei copywriter d’agenzia o dei copywriter da salotto (vi spiegherò poi cosa vuol dire questo termine. Coniato da me, tra l’altro).
Nel primo dei casi, sappiate che uno stipendio d’agenzia può essere molto, molto basso. C’è chi parte da 500€, chi da 700€. Di norma è difficile, almeno per gli inizi, superare i 1.000€. So che molti copy, assunti in importantissime agenzie, recepiscono sui 750€. A ogni modo, per iniziare, cifre di questo importo non sono da buttare via. In agenzia potete farvi conoscere, vedere come si lavora e si interagisce con i clienti. Con i pescetti e con i pescioni. E poi, lo scambio con gli altri creativi è molto stimolante. Su questo non c’è ombra di dubbio.
Uno svantaggio grande, però, è quello degli orari. Sulla porta d’ingresso di ogni agenzia ci dovrebbe essere affissa una targa che recita: “Lasciate ogni speranza voi che entrate” a cui aggiungere “perché non saprete mai quando uscirete”. Insomma, un copywriter d’agenzia sa sempre quando entra ma non sa mai quando esce. Gli orari tipici (9,00/18,00) non vengono quasi mai rispettati. Farete, quasi di sicuro, sempre mezz’ora di straordinario. Ah, ovviamente gli straordinari non vengono sempre pagati. Potrà capitare di lavorare anche da casa, anche nei week-end.
Questo è quello che POTREBBE capitare a un copywriter d’agenzia. La mia esperienza da c.d.a. è durata un anno, poi ho abbandonato la nave per via della retribuzione e degli orari. Io amo il mio lavoro, ma amo di più la mia famiglia.
Mi sto dando la zappa sui piedi? Pazienza, ho le scarpe anti-infortunistiche addosso. Dovrebbero attutuire il colpo.
In ultimo, ci tengo a specificare che quello che ho scritto è solo uno scenario ipotetico. Non tutte le agenzie fanno orari massacranti, non tutte pagano (relativamente) poco. In tutte, però, avrete modo di mettervi alla prova, superare i vostri limiti, allargare le vostre vedute e imparare-imparare-imparare.
Per riassumere…
COPYWRITER D’AGENZIA
PRO:
- Ogni giorno si impara qualcosa di nuovo
- Ci si interfaccia con gli altri creativi e con i clienti
- Si ha la certezza di uno stipendio fisso ogni mese quindi, non si lotta quotidianamente per assicurarsi la “pagnotta”
- Non si deve fare di continuo recupero crediti. Lo stipendio è quello, ed è assicurato
- Ci si può creare il proprio portfolio, inserendo anche clienti importanti
- Si prova l’ebrezza di partecipare a delle gare
- Si può rubare con gli occhi (e con le orecchie)
CONTRO:
- Lo stipendio spesso è basso, soprattutto per chi è agli inizi
- Se l’agenzia perde clienti, ne potrebbe risentire anche la vostra paga mensile
- Spesso non vengono pagati gli straordinari
- Gli orari sono il più delle volte massacranti
- Dovete, per forza di cose, andare d’accordo con gli altri creativi dacché lavorerete sempre spalla a spalla
- Potreste lavorare anche da casa, anche durante i week-end
Sperando che questo brodoso post possa essere d’aiuto a qualcuno, vi saluto lasciandovi con la promessa di scriverne, a breve, un altro sul copywriter da salotto.
ori copywriter del mondo sono persone curiose della vita, gente che legge un mucchio di roba, che coltiva numerosi hobby, che ama viaggiare, avere tanti interessi e molteplici capacità, che si annoia e cerca nuove capacità da affinare. Sono affamati di esperienza e conoscenza e trovano interessanti le altre persone. Sono inoltre molto bravi ad ascoltare.
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