Metti mano al tuo portfolio da copywriter. [Guida pratica]

in sintesi

Stai cercando lavoro come copywriter, hai preparato il CV e una lettera di presentazione creativa. Ottimo, ora ti manca (solo) la cosa più importante: il portfolio. Da dove cominciare? Da questa guida pratica. Qui trovi esempi e tante idee per realizzare un portfolio anche se non hai mai lavorato come copywriter.

Vuoi diventare copywriter e qualcuno t’ha detto che devi far vedere ai direttori creativi di che stoffa sei fatto, che devi mostrare le tue abilità e che, in poche parole, ti tocca di metter mano al tuo portfolio. E dopo aver trasecolato per minuti che sembravano eternità, interrogandoti su come realizzare il tuo portfolio da copywriter, il tuo primo portfolio da copywriter, hai googlato. E sei arrivato qui. Ora che ci sei, resta, perché in questo articolo troverai:

  • consigli davvero pratici su come realizzare un portfolio da copywriter partendo da zero;
  • suggerimenti di altri copywriter del gruppo Facebook Un posto al copy;
  • un modello da seguire per impostare il tuo primo portfolio da copywriter fatto come si deve.

E ora puoi farti prendere dal panico del principiante oppure finire questo articolo, trarne spunti preziosi e metterti subito al lavoro con più serenità.

L’ABC del portfolio da copywriter

Prima di spiegarti come realizzarlo, ti spiego in breve cos’è e perché è utile avere un proprio portfolio di lavori. Se sono cose che già conosci, passa pure al paragrafo successivo. Non mi offenderò.

Cos’è un portfolio

Semplice: un portfolio è una raccolta di lavori che serve per mostrare al potenziale cliente/responsabile il meglio del meglio di quello che hai fatto o, nel caso tu non abbia mai lavorato e voglia diventare copywriter, il meglio del meglio di quello che saresti in grado di fare se solo qualcuno credesse in te (ma cucciolo!).

A tal proposito, la prima cosa da fare è proprio questa: chiederti cosa sai fare:

  • Vuoi specializzarti in un settore particolare? Per esempio adult, farmaceutico, immobiliare…?
  • Vuoi specializzarti in un tipo particolare di copywriting? Per esempio copywriting per il web, script radiofonici, microcopy (ovvero testi piccini picciò)?
  • Pensi di essere versatile e credi che questa caratteristica ti contraddistingua particolarmente? Chiediti: “cosa mi rappresenta di più?” e “cosa mi piacerebbe fare a tal punto che potrei lavorare sulla stessa cosa (es: naming) per una vita senza stancarmi (quasi) mai?”.

Tutti quei bei quesiti ti aiuteranno a dar forma non tanto al tuo portfolio da copywriter quanto al tuo percorso da copywriter. Non sottovalutare la potenza di queste semplici domande – disse tuonando la Falci.

Daniela Montieri, copywriter freelance e amministratrice del già citato gruppo Facebook Un posto al copy, conferma la mia tesi, ovvero che il portfolio è un lavoro vero e proprio che inizia dalla scelta del materiale da inserire al suo interno. E ci dà un prezioso consiglio.

“Fermo restando che dovrebbe contenere al massimo una decina di lavori, il portfolio può essere ‘tattico’: se stai andando a fare un colloquio in un’agenzia che lavora soprattutto sui social, cercherai di mettere in portfolio tutti i lavori (reali o finti) che hai fatto in quel campo. Oppure il portfolio può mettere in evidenza il tipo di persona che sei, il modo in cui ti piace lavorare e soprattutto – quello sempre – le tue idee. In questo senso, andrai a selezionare quei lavori che ti raccontano meglio”.

L’art director Antonio Filigno, uno dei docenti di Copy42, il corso per diventare copywriter, (interessantissima la sua lezione sulla forma grafica del testo!), dice che il portfolio “è la perfetta dimostrazione della teoria di Marshall Mc Luhan per cui ‘il mezzo è il messaggio’. Il portfolio, infatti, non è solo il contenitore dei nostri lavori ma è innanzitutto uno strumento di comunicazione, che parla di noi ancora prima di essere visto. Possiamo scegliere di presentare noi stessi e i lavori con un classico e anonimo folder oppure scegliere di darci un tema, di costruire una storia e dare una forma (fisica) al contenitore dei nostri lavori. In ogni caso la prima cosa da ricordare è che il portfolio è a tutti gli effetti un lavoro e come tale va trattato, per cui bisogna cercare di non fare la figura del calzolaio che va in giro con le scarpe bucate. L’avvento del digitale e del social ha un po’ fatto perdere l’importanza di un portfolio ben confezionato in favore di anonimi pdf mandati via email, ma resta il fatto che l’oggetto fisico ha ancora il suo fascino”.

Più avanti parleremo proprio di questo oggetto, fisico o virtuale che sia. Per ora cerchiamo di capire perché è importante averne uno.

Perché (e per chi) un portfolio è importante

Dice bene il copywriter Gianni Lombardi, autore di alcuni testi tra cui Lettere vincenti e Posta tosta: “Il portfolio è un paradosso. Ti serve quando non hai ancora lavori da metterci dentro e quando ormai hai lavori da metterci dentro, non ti serve più”. Dannazione! È proprio così. Resta il fatto, però, che il portfolio è uno strumento di comunicazione (la tua!) fondamentale, un mezzo per promuoverti e dar luce alle tue capacità. Sempre tu ne abbia.[stronzamodeoff]

I direttori creativi hanno poco tempo da dedicare alla selezione di risorse. E quel poco tempo che hanno, vogliono investirlo al meglio. Proprio per questo, “visionare il tuo portfolio”, un portfolio ben strutturato e sintetico per quanto possibile, diventa una scorciatoia per conoscerti. Per conoscerti e per arrivare alla selezione del nuovo copywriter d’agenzia (tu?). A questo punto, lo capisci da te: se te la giochi male col portfolio… adieu, goodbye, auf Wiedersehen, ciaone.

E adesso, finalmente, ti do qualche idea per realizzare il tuo primo portfolio da copywriter originale, o quantomeno ben fatto.

Come realizzare un portfolio da copywriter

Un portfolio raccoglie, come già abbiamo visto, le tue idee, la tua personalità, i tuoi lavori. Non ne hai fatti e sei agli inizi? Nessun problema: ho diversi consigli anche per te. Ma andiamo con ordine.

Se hai già lavorato come copywriter

Creare il tuo portfolio, se hai già svolto dei lavori in agenzia o come freelance, è sicuramente più semplice che crearlo a partire da zero. Occhio, però, perché anche in questo caso potrebbero esserci delle insidie:

  • raccogliere troppi lavori, creando così un poooooortfolio immenso (che nessuno avrà mai il coraggio di sfogliare per intero. Ricorda: i direttori creativi vanno “di prescia”, come si dice a Roma. Insomma, hanno pochissimo tempo da dedicarti);
  • raccogliere lavori troppo diversi tra di loro che non permettano di capire quale sia la tua peculiarità;
  • presentare i lavori in modo sciatto e/o poco creativo.

I miei consigli per evitare di cadere in queste trappole? Eccoli:
Troppi lavori: seleziona un massimo di 10 lavori. Scegli il meglio del meglio, quello che ti rende davvero fiero. Per inciso, come suggerisce Gianni Lombardi, non tralasciare “le cosiddette campagne segate [quelle non approvate dal cliente, N.d.R], che talvolta sono le migliori in assoluto”. Non farti prendere dalla smania di aggiungere robbba. Non serve! La tua capacità di selezione, e quella di sintesi, saranno già un ottimo biglietto da visita.

Lavori troppo diversi: nello scegliere cosa inserire nel tuo portfolio, cerca dei lavori che ti rappresentino. Lavori che facciano capire non solo le tue abilità, ma anche le tue propensioni e le tue passioni.

Presentazione sciatta: se non sei un neofita, con buona probabilità hai già lavorato fianco a fianco con un art. Chiedigli una mano! Un po’ come ha fatto un’amica di Antonio Filigno con lui. Antonio ci racconta questo interessante aneddoto.

“Anni fa un’amica e collega copy mi chiese di studiare un modo creativo di presentare i suoi lavori e contemporaneamente presentare se stessa alle agenzie. Le proposi di creare un prodotto con un format che fosse declinabile su più supporti. Le dissi che poteva essere divertente creare la lettera di presentazione come un dossier dell’FBI scritto a macchina, con foto segnaletica, impronte digitali, omissis nel testo cancellati a mano, timbro “Confidential”, carteggio da ufficio, anch’esso con timbro “Confidential”, e bustona (che veniva poi spedita all’attenzione del direttore creativo) che conteneva anche alcune foto in bianco e nero stile pedinamento. Per renderle più realistiche le dissi di vederci per fare le foto, ma mentre lei veniva a casa mia, sapendo che strada faceva, uscii prima e la pedinai sul serio scattandole le foto col teleobiettivo da paparazzo. A quel punto decidemmo che il portfolio era la tipica scatola da serie tv americana stile CSI che contiene le prove dei casi, dove i lavori fatti avevano l’etichetta EVIDENCE, mentre i lavori non andati in porto avevano l’etichetta COLD CASE. Tutti presentati nelle buste trasparenti. Ecco, questo per far capire che il cibo deve essere buono ma anche l’impiattamento ha la sua importanza.”

Non hai un amico/collega art? Leggi più in basso le dritte che do ai VoglioDiventareCopywriter.

Se vuoi diventare copywriter (e parti da zero)

Ho già scritto un articolo dedicato al portfolio per wannabe copywriter, ovvero per chi vorrebbe lavorare come copy ma non ha esperienza. Lì troverai diversi consigli che si integrano con quelli che sto per darti qui.

Parti da finti brief
Per aiutarti, ne ho preparati 4. Partendo dalle indicazioni del cliente, pensa, inventa, crea, scrivi.

4 brief per creare un portfolio da copywriter

Pensa multipiattaforma
Un altro suggerimento di Daniela Montieri: “Per un giovane aspirante copywriter del 2018, oltre a selezionare pubblicità che gli piacciono (o che non gli piacciono) e rifarle, è importante ragionare su più media contemporaneamente: non pensare solo allo spot, all’affissione, alla pagina Facebook, eccetera, ma partire dall’idea e costruirci intorno un progetto integrato in cui tutti questi mezzi si parlino tra loro. Inoltre c’è anche il vantaggio che si può ragionare su budget astronomici, tanto il portfolio è finto”.

Niente art? Niente argh!
Se non hai dimestichezza con programmi di grafica, e se non hai nemmeno un art per amico, ecco per te quattro suggerimenti:

  • Realizza un portfolio dal sapore DIY (do it yourself) e un po’ vintage, ma di grande, ENORME, effetto. Compra dei cartoncini a4 neri, ritaglia delle tessere bianche da incollarci sopra e disegna le tue creatività. Una cosa tipo questa che vedi in foto (fonte: “The Advertising Concept Book”, Thames & Hudson).
  • Portfolio creativo su cartoncino

  • Riscrivi headline e bodycopy degli annunci stampa che trovi online o sui giornali. Stampa la versione originale e, sempre in stile Mucciaccia, incollaci sopra dei cartoncini che vadano a sostituire il testo originale (se riuscissi a farlo con un programma di grafica, meglio ancora. Nel primo post che ho scritto sul portfolio per copywriter ti davo, già nel 2012, qualche consiglio per arrangiarti). Per trovare qualche annuncio da modificare, apri Pinterest e cerca “adv”: ti si aprirà un mondo.
  • Realizza la tua agenda/portfolio. Questo suggerimento viene dal copywriter Francesco Mollo: “Se hai una bella grafia, ti consiglio di comprare un bel quaderno e trascrivere le tue cose lì sopra, basta che rispecchino 3 canoni: sintesi concettuale, bei concetti e pochi giochi di parole”.
  • Realizza un portfolio digital originale. Invece del classico PDF, perché non apri un account Instagram o, ancor meglio, una bella board di Pinterest? Per mostrare il tuo portfolio virtuale al direttore creativo, ti basterà passargli il link per visualizzarlo, accompagnandolo ovviamente a una lettera di presentazione stratosferica.
  • Iscriviti a una scuola di formazione per copywriter. Per esempio, a Copy42, il percorso di copywriting professionale di Pennamontata composto da 3 diversi corsi, gli studenti lavorano su ben 14 esercitazioni, ciascuna delle quali può benissimo entrare in un portfolio. Il vantaggio, in questo caso, è che ogni lavoro viene sottoposto al docente, il quale fornisce un feedback dettagliato e puntuale al copywriter che l’ha concepito.


Copy42 i corsi per copywriter

E adesso ti lascio con un ulteriore consiglio, quello del direttore creativo Nicola Rovetta: “Tieni d’occhio le date del Grande Venerdì di Enzo sul blog dell’ADCI. È un ottimo modo per mettere alla prova il portfolio con direttori creativi delle agenzie. E magari, se non hai pronto il tuo, per chiedere agli altri di sbirciare il loro per farti un’idea della ‘concorrenza’”.

E adesso, fila! Corri a metter mano al tuo portfolio: non hai più scuse per piangere miseria.

So scrivere senza guardare la tastiera, ma non so guardare la tastiera senza scrivere. CEO & Founder di Pennamontata, content designer e formatrice.