I numeri dello storytelling. Le storie appassionano e vendono

i numeri dello storytelling

in sintesi

Lo storytelling funziona. Funziona perché le storie appassionano. Ma se spostiamo la nostra attenzione sul ROI possiamo ancora dire che lo storytelling funziona? Sì. E, aggiungo, i risultati sono da capogiro. Ce lo dimostrano i case study passati in rassegna in questo articolo, che ci mettono sotto gli occhi dati, in numeri e percentuali, che non vedrai l’ora di raccontare. Buona lettura!

Storytelling. Ne abbiamo sentito parlare tanto e in tutte le salse. E c’è un motivo, un ottimo motivo: funziona.

In questo post mi sono unita anch’io al coro delle voci, e ho parlato della strategia di comunicazione online di Jack Daniel’s, basata proprio – indovina un po’? – sullo storytelling.

Oggi ritorno sull’argomento e metto sul piatto alcuni deliziosi casi studio accompagnati da appetitosi contorni di numeri.

Leggitelo questo post: ti farà venire l’acquolina in bocca.

Lo storytelling che fa crescere il valore di un oggetto del 2.706%: il caso Significant Objects

Quello che sto per presentarti è un case study relativo a un esperimento. Esperimento che prende il nome di Significant Objects e che è così descritto sul sito di riferimento:

Significant Objects, a literary and anthropological experiment devised by Rob Walker and Joshua Glenn, demonstrated that the effect of narrative on any given object’s subjective value can be measured objectively.

In sintesi, i fondatori di questo sito:

  • hanno comprato oggetti in negozi dell’usato e mercatini delle pulci, pagandoli non più di un paio di dollari l’uno;
  • hanno chiesto a un gruppo di scrittori di creare storie sugli oggetti acquistati;
  • hanno rivenduto gli oggetti accompagnati dalle loro storie su eBay.

Il risultato? Sui primi 100 oggetti venduti, il prezzo è salito da 1,29 $ (prezzo medio di partenza) a 36,12 $ (prezzo medio di acquisto). Quindi il valore di ogni oggetto è cresciuto in media del 2.706%.

E tutto grazie a una storia. Non è incredibile? L’esperimento Significant Objects è così particolare che non può che rimanere un affascinante caso, unico nel suo genere.

Ma ciò che ci interessa notare è che le storie non solo appassionano, le storie vendono e vendono bene. O forse sarebbe meglio dire: le storie vendono e vendono bene perché appassionano.

Lo storytelling che fa crescere il valore di un’azienda: il caso What Makes Love True

Lo ammetto: quando ho letto di questo caso studio non stavo più nei panni dalla voglia di scriverne.

Il protagonista è il noto brand Tiffany & Co., dove tutte le donne del mondo, da Audrey Hepburn in poi, sognano di fare colazione. :D

Nel giugno del 2011, l’azienda ha messo online il microsito whatmakeslovetrue.com, formato da 4 sezioni intitolate “Love Stories”, “Tiffany’s New York”, “The Art of Romance” e “Love is Everywhere”.

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La prima raccoglie foto, video e storie di coppie di clienti Tiffany che raccontano come si sono innamorati. La seconda è dedicata ai luoghi di New York perfetti per un appuntamento romantico. In “The Art of Romance” sono condivisi film romantici, consigli d’amore e canzoni.

Nella sezione “Love is Everywhere” le persone hanno appuntato su una mappa di Manhattan un luogo rappresentativo del loro amore, aggiungendo le iniziali dei due amanti e una piccola nota.

Be’, in meno di un mese da quando è stata inaugurata questa operazione basata sullo storytelling – e ampiamente promossa tramite i vari canali social dell’azienda – il prezzo delle azioni in borsa di Tiffany and Co. è cresciuto di più di 10 $, passando da circa 72 a circa 83 $.

Ora, affermare che grazie al solo storytelling si possano far lievitare i prezzi delle azioni di un’azienda potrebbe sembrare azzardato.

Ma a dimostrazione del fatto che una strategia di marketing basata sullo storytelling (che do per scontato sia ben ideata, ben realizzata e ben promossa come quella appena vista) possa avere il suo peso, c’è un altro case study a nostra disposizione.

Anche il noto marchio di moda inglese Burberry ha riportato un notevole successo in borsa da quando, nel 2008, ha iniziato ad avvicinarsi allo storytelling. Da allora il prezzo delle sue azioni è aumentato del 750%.

A proposito di Burberry, voglio farti vedere questo video in cui Angela Ahrendts, ex CEO dell’azienda, spiega come hanno utilizzato lo storytelling per rendere più coinvolgente il brand:

Lo storytelling vende: il caso #BuyMyBarina

La forza dello storytelling l’ho ritrovata anche nella campagna #BuyMyBarina, messa in piedi per vendere un’auto usata. Il creatore dell’operazione, nonché proprietario del veicolo, è David Johns, digital director dell’agenzia Chimney.

Johns ha realizzato un sito web e un video tramite cui racconta la storia della sua Barina. Nel video – che su YouTube ha raggiunto 1.000.000 di visualizzazioni nella prima settimana – utilizza espressioni come “Proprietario attento”, “Tenuta sempre in garage”, “Molto affidabile”, un po’ come faremmo tutti noi se dovessimo scrivere un annuncio per vendere la nostra auto usata.

Solo che nel contesto del video, girato come se si trattasse di uno spot sull’ultimo gioiello del settore automotive, queste informazioni assumono tutta un’altra valenza: creano una storia.

Una storia in cui si racconta la verità con stile ironico: “Performance ridefinite. Stile ridefinito. Lusso ridefinito.” sono altre frasi che compaiono mentre le immagini scorrono e la Barina – del 1999, con più di 188.000 kilometri e più di qualche ammaccatura – corre fiera per la città guidata dal suo fiero proprietario.

Questo è il video della campagna:

La call to action ha sortito il suo effetto e sono stati migliaia i tweet inviati per comprare la famosa Barina. C’è chi ha offerto il doppio del suo valore e chi lacrime di unicorno. :D

Alla fine la Barina è stata acquistata dalla società di assicurazioni NRMA Insurance e l’incasso è stato devoluto alla ONG Cancer Council Australia. Johns e la Chimney, dall’altro lato, hanno guadagnato una visibilità da record.

Una campagna da applausi, quindi. Da bis. Una campagna in cui lo storytelling dimostra ancora una volta di poter essere un potente mezzo attraverso cui raggiungere due importanti obiettivi: appassionare e vendere.

Per concludere

Ritorno al punto di partenza e dico: sì, lo storytelling funziona. Lo sapevo già prima di ritrovarmi di fronte a questi case study, con i loro numeri e le loro percentuali.

Lo sapevo perché l’arte del narrare storie coinvolge, appassiona ed emoziona le persone dalla notte dei tempi, da quando le storie si raccontavano intorno al fuoco. E un marketing che si basa su ciò che coinvolge, appassiona ed emoziona non può che funzionare.

E tu cosa ne pensi? Conosci altri casi studio che dimostrano la validità dello storytelling?

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Fonti:
http://www.fastcompany.com/3002804/how-sell-1-snow-globe-59-real-roi-brand-storytelling
http://significantobjects.com/
http://whatmakeslovetrue.com./
http://mashable.com/2014/07/14/barina-1999-car/
http://www.buymybarina.com/

Lucana DOC, mi definisco "copywriter della leggerezza". Non mangio verdure e odio il prezzemolo, in compenso la mia dispensa è piena di schifezzuole. Favorite?