Preventivo per un blog: tutti i fattori da considerare

Preventivo blog

in sintesi

Quanto costa un blog post?
Non so nemmeno dire quante volte mi è stata rivolta questa domanda durante gli ultimi 3 anni da client director di Pennamontata. E ogni volta ho risposto con una semplice parola: “Dipende”.
Sì, perché non esiste una risposta secca a questa domanda. La quotazione di un blog post, infatti, è legata a tanti fattori. Qui voglio mostrarti quali sono e come puoi valutarli per definire il prezzo giusto per il tuo lavoro.

Per i freelance, come per le agenzie più strutturate, la questione prezzo è sempre molto dibattuta. Chiedi troppo e rischi di perdere il cliente; chiedi troppo poco e rischi di sminuire la qualità del lavoro che fai.

In questo post non mi addentrerò nelle diverse teorie sul pricing, su cui sono stati già scritti moltissimi manuali. Voglio invece fornirti qualche strumento utile per comporre un preventivo per una delle attività più richieste nel content marketing: la gestione di un blog aziendale, appunto.

Non solo: ti fornirò anche qualche spunto per tutelare il tuo lavoro e fissare i paletti giusti all’interno di un’offerta.

A ciascuno il suo blog

La corretta alimentazione per i più piccoli, l’ordine e l’igiene della casa, la cellulite e altri nemici delle donne, la gestione ottimale dei propri risparmi: sono solo alcuni degli argomenti che un cliente può chiederti di affrontare nel suo blog.

Direi che l’area di business del cliente è senza dubbio il primo elemento discriminante per comporre un preventivo per un blog. Pensa alla difficoltà che avrai quando dovrai fare ricerca per definire il piano editoriale (PED) di una società assicurativa o per reperire del materiale attendibile su un argomento particolarmente tecnico, come potrebbe essere “Le agevolazioni fiscali per ristrutturare la tua casa”.

Questo tema mi fa subito pensare a una questione che dovrai affrontare con il cliente prima ancora di formulare un preventivo: la ricerca delle fonti. Ci sono clienti, infatti, che ti forniscono un brief dettagliato sui testi che dovrai scrivere, oltre a indicarti le fonti da cui attingere. Altri clienti, invece, non danno alcun tipo di supporto nella ricerca delle informazioni. Prima di formulare un preventivo, chiedi sempre se ti sarà fornito del materiale su cui lavorare.

Altra questione è quella della ricerca delle keyword e del loro inserimento nei blog post: qui si passa dal cliente che ti fornisce il mega Excel con keyword primarie, secondarie e hyperlink da inserire, a quello che, invece, lascia a te il compito. Tieni conto anche di questo elemento: la ricerca delle keyword ti farà perdere del tempo, dovrai analizzare i volumi di ricerca su decine di parole e scegliere quelle giuste anche in relazione agli obiettivi del blog.

Per questo tipo di attività, dovrai usare plugin e strumenti a pagamento o gratuiti (come Google Suggest o il Keyword planner di Google): in entrambi i casi sosterrai dei costi, anche “solo” in termini di tempo impiegato. Per cui occhio a non perdere di vista questo aspetto.

Gli obiettivi del blog

A cosa deve servire il blog? Quali risultati deve ottenere? Nella composizione del tuo preventivo, è importante che siano chiari gli obiettivi di quest’attività: se sono mal posti, non sarà possibile raggiungerli e, a quel punto, avrai un problema da affrontare con il cliente.

Quindi, meglio mettere in chiaro questo aspetto cruciale. Il brand parte da zero e deve costruirsi una sua immagine? Oppure vuole riposizionarsi seguendo una nuova strategia di marketing che passi anche attraverso il blog? Il punto di partenza fa la differenza: prima di iniziare a parlare di piano editoriale, dovrai avere ben chiari gli obiettivi da raggiungere.

Per avere una visione completa, dovrai parlare con il cliente, analizzare i dati di traffico (se esistono), pensare a una strategia condivisa: questi passaggi ti faranno investire molto tempo all’inizio, per cui valuta di volta in volta se è il caso di quotare a parte l’avvio del blog (differenziando il prezzo del primo mese di gestione da quello dei mesi successivi).

Gli altri elementi dell’offerta

Il visual del blog

La gestione di un blog non riguarda solo i testi; anche il visual è fondamentale e deve essere studiato a tavolino. Ecco, quindi, un altro elemento da considerare nella composizione del nostro bel preventivo: le immagini.

Come comportarsi con la creazione dell’immagine in evidenza e delle immagini interne? In alcuni casi, si possono proporre grafiche originali, come quelle dei post Pennamontata, con uno stile e una palette di colori definiti ad hoc. O, ancora, potrai realizzare delle infografiche, con cadenza mensile, che faranno parte del piano editoriale.

Occhio anche al settore in cui si colloca il cliente: se vende accessori per la nautica – faccio per dire – sarà necessariamente lui a doverti fornire delle immagini (specificalo, quindi, nel tuo preventivo); nel caso di argomenti più generici, invece, potrai includere nell’offerta l’inserimento di immagini che dovrai acquistare. Per quest’ultimo punto, ci sono diversi siti che offrono abbonamenti annuali con un certo numero di download mensili di immagini, vettoriali e illustrazioni (tra i tanti, Shutterstock e Depositphotos).

Codice o non codice?

Anche mettere in codice un post significa impiegare del tempo per inserire grassetti, corsivi, elenchi puntati, H1, H2 e via dicendo. C’è chi preferisce ricevere un file di testo e inserirlo in autonomia nel suo CMS, e chi, invece, lascerà tutto nelle tue “mani di codice”.
Ricorda, quindi, di specificare anche questa opzione nella tua offerta e tienila in considerazione per una valutazione adeguata del prezzo da proporre.

La durata e l’entità del contratto

Quanti post al mese dovrai scrivere per il tuo cliente? E quale arco temporale coprirà il contratto? Qui vale il principio in base a cui maggiore è la mole di lavoro richiesta, minore sarà il costo unitario del post.
Oltre a questo, un contratto che ti offre un’entrata fissa per un anno dovrà garantire al cliente un prezzo mensile minore rispetto a una commessa di 2-3 mesi.

In relazione a quest’ultimo punto, saprai bene che un contratto annuale per la gestione di un blog puoi ottenerlo solo se hai lavorato molto bene durante collaborazioni precedenti, oppure se l’arcangelo Gabriele viene a trovarti e ti annuncia che sei diventato il guru dei blog aziendali. Ma la vedo dura.

Aiuta il prospect a sceglierti

Scherzi a parte, chiunque ha bisogno di toccare con mano la qualità del tuo lavoro per potersi fidare di te. Detto ciò, anche in fase di elaborazione del preventivo cerca di dare al prospect più elementi possibili per farti scegliere. Quali?

  • 1. Integra il preventivo con esempi di blog post scritti da te, possibilmente in linea con l’area di interesse del prospect.
  • 2. Rassicura il potenziale cliente con delle garanzie, come dargli la possibilità di provare una collaborazione breve, su base trimestrale, che potrà rinnovare di volta in volta.
  • 3. In alcuni casi, quando la posta in gioco è alta, fai un piccolo sforzo: inserisci nel preventivo un’ipotesi di piano editoriale con 3 o 4 titoli di blog post e un’anteprima dell’immagine in evidenza.

Tutela il cliente, ma anche te stesso

Gestire un blog richiede un grande sforzo, per cui, nell’elaborare la tua offerta, sii puntuale: non lasciare che il cliente ti chieda più di quanto è stato concordato.

Ecco qualche consiglio pratico:

  • 1. L’approvazione del PED.
    Ne abbiamo già parlato prima: se un cliente ti garantisce una continuità collaborativa per 6 mesi o un anno, dovrai tenerne conto in fase di quotazione del lavoro.
    Ora, nella pratica, quando invierai la proposta di piano editoriale per l’approvazione, indica una data limite (una settimana lavorativa, ad esempio), entro cui il cliente dovrà darti l’ok. Se impiega 15 giorni per approvare il PED, non avrai il tempo materiale per elaborare i post e rischierai di trasformare la collaborazione in un lavoro a intermittenza che si trascina per mesi.
  • 2. Scadenza del preventivo.
    Questo principio vale sempre, non solo per la gestione del blog. Indica sempre il periodo di validità dell’offerta, per non incorrere nel rischio che un prospect ti contatti a distanza di mesi, quando magari sono cambiate delle cose in agenzia e non puoi confermare la quotazione precedente.
  • 3. Lunghezza dei post.
    Sa un po’ di Signorina Rottenmeier, è vero, ma indicare un numero minimo e massimo di parole è una forma per tutelare il cliente e te stesso. Supererai quasi sempre quel numero, ma non ti troverai in difficoltà se un determinato post dovesse essere più sintetico rispetto ad altri.
  • 4. Modifiche ai post.
    Piccole revisioni o integrazioni sono del tutto normali, ma il post non deve in alcun modo essere riscritto, soprattutto se c’è un piano editoriale approvato. Quindi occhio a non lasciare al cliente troppa libertà di stravolgere i testi.

Finisco questo post con la stessa domanda con cui l’ho iniziato: “Quanto costa un blog post?”.

Si potrebbero chiedere 25€ per un singolo post, ma anche più di 150€, non esiste una regola precisa. Oltre alle variabili che abbiamo visto, dovrai considerare anche i fattori interni che determinano il prezzo: obiettivi di marketing e costi sostenuti dalla tua azienda.

A questo punto, non mi resta che augurarti di arrivare presto fino alla vetta delle quotazioni… o di diventare un guru dei blog. :-)

Dalla comunicazione politica al web marketing il salto è lungo, ma neanche troppo. Io l'ho fatto e oggi sono, con orgoglio, client director di Pennamontata. Svizzera nella precisione, partenopea nell'approccio positivo alla vita.