Post sconclusionato. Per junior, senior e barbabianca copy.
By Valentina at 17 novembre, 2009, 9:14 am
Iniziamo col dire subito che questo post(o) è uno sfogo. Uno sfogo inframezzato a dei consigli mediamente inutili. Siete avvisati. Poi non venitemi a dire che vi ho fatto perder tempo!
PENNAMONTATA cerca di smontarvi
Chi come me lavora nel mondo del copywriting e dell’editoria, sa che il nostro è un mestiere “strano”. Ci sono periodi in cui ti si consumano i pollici per quanto stai lì a girarteli; altri momenti invece sei colto da raptus di frenesia post-consegna, pre-lavorazione, post-briefing, pre-riunione. Insomma si lavora come pazzi o non si lavora affatto. E’ difficile, difficilissimo riuscire a trovare un paio di lavori soltanto, ben retribuiti e continuativi che ti permettano di condurre una vita, se non normale, più o meno sana. E’ invece più probabile trovare dieci lavoretti, mal retribuiti e sporadici che ti aiutano ad arrivare a fine mese in modo decoroso con sintomi però di un’incipiente pazzia da troppo lavoro. E questo lo dico per chi ha in mente di diventare copywriter, redattore o correttore di bozze. Farete la fame nel migliore dei casi, lavorando. Nel peggiore lavorerete rimpiangendo il periodo in cui facevate la fame. Dài, dài che scherzo! Pennamontata non vuole smontarvi come hanno fatto con lei fin troppe persone. Voglio mettervi di fronte alla realtà dei fatti.
PENNAMONTATA si racconta
Sapete come è iniziato tutto per me? Con un corso per redattori editoriali, proseguito con uno stage in casa editrice. Da lì ho iniziato a mandare curricula a raffica, un editore mi ha chiamata e io non ho mai smesso di diffondere il “virus”. Le mie mail rimbalzavano ovunque. Ho commesso i miei errori come chiunque altro si avvicini al mondo del lavoro. Per ingenuità, paura, voglia di mettersi in gioco. Ho preso certe legnate che ancora mi pesano su questa testa a forma di frusta che mi ritrovo, ma sono andata avanti. A volte mi sono smontata, ma nel cuore avevo sempre il sogno di diventare una copywriter. Ho incontrato un famoso copy (di cui non ricordo assolutamente il nome) che ha fatto di tutto per farmi capire che il suo era un lavoro terribile, pieno di rogne, difficilissimo, che ero in tempo a cambiare idea. Anni dopo ne ho incontrato un altro, dieci volte più famoso. Gli servivo caffè e gli prenotavo voli. Gli ho allungato col viso rosso il curriculum, lui ha sgranato gli occhi. Pensava nella vita volessi fare la segretaria tuttofare (mestiere rispettabilissimo, che però non rientra nelle mie aspirazioni), perché non mi ero mai esposta. Credo quel curriculum l’abbia solo scorso velocemente quando ero lì, davanti a lui. Nella sua mente ero una segretaria. Punto.
Il virus girava. L’ho fatto girare ovunque. Qualcuno s’è raffreddato, qualcuno ammalato. Sono riuscita a contagiare delle persone. Altre si sono vaccinate. E hanno fatto bene, suppongo. Ma anche no… Poi uno stage, le delusioni, le esperienze, conoscenze che svaniscono, altre che rimangono e ti aiutano. E la voglia di rimboccarsi le maniche, di dire: “No, non è finita. E’ a malapena iniziata…”
PENNAMONTATA torna sui suoi passi
Dove voglio arrivare? Dio mio, ragazzi, non lo so. In questo post vorrei dire ai futuri copy di non mollare. Di non farvi smontare da nessuno, soprattutto da voi stessi. Siate puntigliosi ma mai intransigenti. La frusta della pennamontata, usatela per dar forma e volume ai vostri sogni. Girate in senso orario, non impazzite di fronte agli ostacoli. E ce ne saranno, un sacco ce ne saranno. Saranno microscopici, a volte immensi quasi insormontabili. Mia madre mi dice sempre che dentro ho la forza dell’universo. Ecco, ho sempre cercato di tirarla fuori questa forza. A volte ci sono riuscita, altre no. Ma almeno ci ho provato e posso dire che sì, ho commesso un mare di cavolate, però non ho rimorsi. Ho fatto quello che dovevo fare e pure quello che non dovevo. Buttatevi. Se avrete il paracadute, meglio. Buttatevi e non chiudete gli occhi perché il mondo sotto di voi e il cielo sopra e tutto intorno passeranno presto. Godeteveli.
PENNAMONTATA si esaurisce
Oggi sto così. Senza arte né parte. Me ne volete? Se siete arrivati fino a quest’ultimo paragrafo, forse vuol dire che dall’altra parte del monitor, un po’ vi siete affezionati a me. O magari, più verosimilmente, avete tenuto duro sperando di imparare qualcosa dall’ennesimo post. Mi spiace, stavolta ho bisogno io di voi. Di essere letta e basta. Sto vivendo un periodo in cui lavoro 14h al giorno. Sono stanca morta, felice e profondamente confusa. Vorrei trovare dentro di me la forza dell’universo che mi pare si sia esaurita, giusto un po’, quel tanto però che basta per farmi sentire smarrita e microscopica. Mi sono buttata e sto tenendo gli occhi chiusi per paura. Vorrei aprirli. Forse sulla schiena vedrei un paio di alucce e mi sentirei meno terrorizzata…

la voglia di lasciare un segno arriva dalla preistoria, scritto nel nostro dna dalla nascità, quando con una curiosa coincidenza cominciamo a scrivere sui muri della nostra stanza (caverna) per poi sottometterci alla civiltà e passare alla carta e al web.
Io quello che tu racconti lo capisco, l’ho vissuto, mi ci sono arreso e ho deciso di riprenderlo, dandomi del deficente per averlo interrotto.
Perchè scrivere sia per noi, che per gli altri, per mestiere o per piacere fa tutto capo ad una sola cosa: voglia di condividere, di dare per ricevere, di raccontare per essere raccontati. Continuiamo a scrivere, giorno, notte, su qualsiasi cosa e saremo sempre noi stessi.
Leggendo le tue pagine io credo che è solo questione di tempo, tu hai qualità da vendere, e ti consiglio vivamente di perseverare.
io avevo, o forse ho, il tuo sogno, ma ho dovuto scegliere altro, forse perchè non ho avuto la forza, come te di insistere, o semplicemente perchè la vita passa e per costruire qualcosa c’è bisogno di un lavoro che ti dia un po’ di stabilità almeno economica.
oggi sono responsabile amministrativa in un azienda di distribuzione all’ingrosso, è molto lontano dalle mie aspirazioni, ma nella mia mente e nella mia anima c’è sempre lo stesso sogno, che poi mi porta a leggere siti come i tuoi e scrivere sul web solo per condividere le mie idee e sensazioni.
Continua così!!!!
Cara Valentina,quest’ oggi ho scoperto il tuo blog perchè oggi mentre passaggiavo in pausa pranzo mi è venuto in mente che mi piacerebbe poter utilizzare la mia passione per la scrittura per scrivere un racconto o magari qualche articolo da inviare a qualche giornale locale senza nessuna pretesa.
” Leggerti ” è stato divertente e convolgente…
Dalle tue parole aleggia una fresca ventata di dinamismo!
Mi piacerebbe conoscerti meglio:)
Con simpatia, Katia
Ah… Non so se hai mai letto il libro ” E la chiamarono due cuori “di Marlo Morgan
C’è una citazione di quel libro che mi hai riportato alla mente:
“Quando desideri ardentemente qualcosa tutto l’universo collabora afffinchè tu possa realizzarla” Buona vita!
sto seguendo in questi mesi un corso di copywriter e… ho trovato tanto conforto nel messaggio!! Anche se certi punti di certo non mi rallegrano, mi han dato la forza per perseverare. Ho paura dei fallimenti, per le ripercussioni che hanno su di me. Forse perchè sono all’inizio ma mi fan trascurare un sogno che più o meno consapevolmente ho sempre coltivato. So che sono molto giovane e che non devo essere fatalista, ma la paura di non essere in grado c’è.
Andrò avanti a leggere questi post, continuando ad imparare!
L’importante è capire quello che conta davvero per noi. Si può aprire le mani, lasciar scivolare qualche granello di sabbia… ma è qualche granello, qualcosa di recuperabile. E’ quando decidiamo di buttare giù il castello che diventa difficile ripartire. Buona penna a te, Beniamino. Che possa essere anche un po’ una “paletta”, che ti aiuti a raccogliere i granellini, trasformandoli in qualcosa di grande.
Oh sì Paola, io sto perseverando. Penso si sia capito, e lo sto facendo anche a discapito della salute. Ah ah ah. A ogni modo, prova a ritagliarti degli spazi, non lasciar morire i tuoi sogni. Inizia a scrivere qualcosina, magari qualche articolo. Il web offre così tante opportunità… Forza e coraggio!
Katia, se hai questo desiderio, portalo avanti. Puoi partecipare, intanto, a qualche concorso letterario. Io per esempio anni fa partecipai a “Parole in corsa”, perché non provi? Cerca sui motori di ricerca, qualcosa salterà fuori. Sappi però che l’editoria è un settore molto duro e i racconti, o le raccolte di racconti, sono qualcosa di estremamente difficile da pubblicare. C’è qualche eccezione, ovviamente. Penso per esempio a “Mosca più Balena” della Parrella…
Per gli articoli invece, è qualcosa di più “fattibile”. Scrivine 3-4 sugli argomenti che preferisci. Poi manda il cv a qualche redazione. Cerca i free-press della tua città, segnati l’indirizzo. Cerca su internet, digitando “free-press Roma”, “free-press Milano” e così via… troverai gli indirizzi e-mai. Magari trovi una collaborazione non retribuita, magari no. In media gli articoli vengono pagati sui 20-30 euro a cartella da 1.800 battute.
Sì, l’ho letto. Grazie per avermi ricordato questa bella frase Katia.
Ciao Ambra, vuoi condividere con noi uno degli esercizi che ti hanno fatto fare al corso?
Sarebbe carino che tutti potessero contribuire un po’, a modo loro, alla crescita di questo spazio. Come vedete mi piace interfacciarmi con voi, perché vorrei che Pennamontata potesse crescere.
La paura è ovvio che ci sia, Ambra. Io ne ho ogni giorno e invece di scemare, aumenta. Dapprima è paura di non riuscire a realizzarsi, poi di non essere all’altezza, poi di non riuscire a portare avanti 8 lavori assieme. Ma è la paura il motore che ci spinge a fare meglio, ogni giorno. L’importante è che non lasciarsi paralizzare…
Vedrai… Servirà tempo ma andrà tutto bene. Buona penna!
…noi copy siamo un po’ così: sovrastati dalla fantasia e al guinzaglio della realtà.
Ma se ci penso bene, capisco che non avrei mai voluto studiare giurisprudenza per anni e anni per poi ritrovarmi con un posto sicuro ed un lavoro che odio. Se penso alla parola “stabilità” non l’associo ad “economica” ma a “mentale” (sarà che ho i miei problemi ehehe) perché poi stare fermi in un posto ci fa assopire; quella voglia di scoprire, di andare altrove, di avere le dita consumate e gli occhi che bruciano…questo è il nostro mestiere.
E non c’è niente di meglio, anche quando non c’è!
Ciao Valentina!
Oh, sì. Concordo con te su tutto il fronte. Ho le dita consumate e i gradi di miopia e astigmatismo che crescono come la mia panzetta da cummenda. Eppure sono felice. Stanca stanchissima, ma sulla via della realizzazione. E vorrei trovare il numero delle mie professoresse di italiano che mi ripetevano che dovevo scrivere da grande. A modo mio, lo sto facendo.
Rileggo quello che hai scritto, Speranza, e mi impressiono. Hai espresso alla perfezione quello che penso sia la nostra vita da copy.
Buona penna, caro/a.
ci sono ancora nonostante il colossale ritardo..
il compito era di scegliere un prodotto/servizio e di creare uno spot radio di 30 sec in onda su radio capital e deejay 10 volte al giorno.
non mi ero mai accorta di quanto fossero pochi 30 secondi!! =)
comunque non ti ho fatto l’altra volta i miei complimenti: è fantastico questo blog! (oltre al nome, si intende!) mi è utilissimo per un sacco di cose.
pensavo di aprirne anch’io uno prima o poi, quando il tempo si dilaterà un po’.. Se non è una domanda troppo impertinente, trovi lavoro grazie al blog?
ciao grazie mille e le mie scuse per il ritardo…
Sì, 30 secondi sono infinitamente pochi. Lo sposalizio tra sinteticità ed emozione è qualcosa di difficile da realizzare. Grazie per i complimenti, mi fa piacere ti piaccia questo spazio. Per quanto riguarda la tua domanda, la risposta è, per lo più, NO. Ma ti spiego subito il perché. Il punto è che io ho voluto impostare il sito come un blog e posizionarlo per lo più per farmi trovare da giovani copywriter, creando un’arena virtuale dove scambiare — proprio come sto facendo con te — idee, suggerimenti, opinioni. Però è anche vero che, quando mando il mio cv per candidarmi o presentarmi a qualche azienda, ricevo puntualmente i complimenti. In qualche modo quindi il blog/sito è una vetrina. Magari non ti aiuta a trovare clienti, ma dipende molto da come tu lo imposti e lo posizioni su Google.
Spero di esserti stata utile.
Carissimi saluti e, se non dovessi risentirti prima, buone feste!
chiara e utile!! al 2010 altri propositi bloggeriani..
Buone feste anche a te e buon lavoro!!!
grazie
ambra
Auguri a te, cara Ambra!