Giornalista e copywriter, testarda e sorridente. Innamorata dell'entusiasmo. Tanto curiosa. La fase infantile del perché non mi è ancora passata, chissà perché.

Creatività per Facebook Ads: 5 case history e 5 lezioni imparate

Copy e visual per Facebook Ads

in sintesi

In questo articolo tiriamo fuori gli scheletri dalle task di Asana. Qui ti racconto come sono nate le creatività per le campagne Facebook di Copy42, il nostro format di corsi sul copywriting. Ti mostro le conversazioni private tra me e la nostra art Aurora e ti faccio vedere gli errori commessi. Perché è vero che solo chi fa sbaglia, ma è anche vero che solo chi si interroga sugli errori fatti impara davvero. Spero tu possa imparare dai nostri.

Copy e art lavorano a braccetto. Sono la coppia creativa che fa scintille e non scoppia anche quando deve realizzare una strategia di advertising su Facebook, che, diciamolo, non è proprio la cosa più divertente del mondo. Come si fa? Qui ti faccio vedere il dietro le quinte delle campagne Facebook per Copy42, quelle che probabilmente hai visto comparire sul tuo newsfeed nei mesi scorsi; ti mostro come io e Aurora (l’art, santa subito!) abbiamo realizzato il visual e il copy; quali domande ci siamo poste; quali risposte ci siamo date e soprattutto come abbiamo raddrizzato il tiro. Quindi: niente approfondimenti su come impostare le campagne Facebook, ma consigli per creare visual e copy per gli ads (che dovrai monitorare per vedere se quel visual e quel copy portano ai risultati sperati).

Ora ti do il benvenuto nel mio Asana! [Per saperne di più…]

Scrivere un comunicato stampa: consigli, esempi e parole d’ordine

Come scrivere un comunicato stampa

in sintesi

Chi? Stefania. Cosa ha fatto? Ha scritto questo articolo. Dove? Tra le pareti magenta di Pennamontata. Quando? Il 27 luglio 2018. Perché? Perché vuole aiutare tutti i copywriter alle prese con i comunicati stampa. Come? Con esempi e tanti consigli.

Caro copywriter,
lo so che quando ti chiedono di mettere da parte la creatività, la parte destra del tuo cervello si ribella, ma tu sai meglio di me che il cliente GrandeAzienda un giorno potrebbe dirti “Mi serve un comunicato stampa per annunciare l’evento X in cui lanceremo il prodotto XX”. La parte destra ma anche quella sinistra del tuo cervello quel giorno mi ringrazieranno perché si ricorderanno di questo articolo. Qui, infatti, trovi esempi e consigli per scrivere comunicati stampa corretti e “briosi”. [Per saperne di più…]

Call to action manipulink: cosa sono e perché non usarle

Call to action manipulinks

in sintesi

Per convincere i tuoi lettori a iscriversi alla newsletter faresti di tutto, lo so. Ok, ti concedo il pop-up, sì va bene anche quello che si apre a tutta pagina (uff!), ok anche la call to action lampeggiante “iscriviti ora” in stile Times Square, ma ripeti con me: non cadrò mai nella tentazione dei manipulink. Cosa sono? Ti spiego tutto in questo blog post. E sulla call to action lampeggiante, ovviamente, scherzavo.

Tutti noi abbiamo delle persone che consideriamo amiche e con le quali trascorriamo volentieri del tempo. Poi ci sono i “conoscenti”, di cui non gradiamo l’invadenza, e le persone che ci stanno proprio antipatiche ma che dobbiamo tollerare. La situazione non è molto diversa quando si parla di contenuti web. Navigando incontriamo:

  • I contenuti amici, come i blog di cui ti fidi perché rispondono alla tua intenzione di ricerca.
  • I contenuti “conoscenti”, ossia i pop-up poco invadenti, quelli che con un semplice clic sulla X capiscono che non sono graditi e ti permettono di continuare a interagire con il tuo contenuto amico.
  • I contenuti antipatici, ad esempio quei pop-up che si aprono a tutta pagina, che si mettono fra te e il tuo contenuto amico e che non se ne vanno finché non gli dedichi attenzione, ossia finché non interagisci con loro. Che fastidio!

Il livello di antipatia nei confronti di quest’ultimi – e del brand che li ha prodotti – sale ancora di più quando la X per chiudere il pop-up è difficile da individuare o peggio ancora quando sei costretto a cliccare su un manipulink. Cos’è? Te lo spiego subito, ma solo davanti a una camomilla perché i manipulink mi rendono nervosa. [Per saperne di più…]

Generazione Z: 5 consigli di content marketing

Generazione Z

in sintesi

Molte aziende non hanno mai sentito parlare della generazione Z, altre pensano che non abbia potere d’acquisto e così la ignorano. Se anche tu non conosci la generazione Z, o sei convinto che sia composta solo da “ragazzini attaccati al cellulare”, ti consiglio questo articolo. Qui stringerai la mano ai nativi digitali e forse comincerai a pensare di includerli nella tua strategia di web marketing.

Ehi azienda, ciao! Sto parlando proprio con te. Come butta? Perdona il mio tono yo yo, è che oggi voglio farti conoscere la generazione Z e credo che non ci sia modo migliore per presentartela se non quello di adottare, fin da subito, il suo tono di voce. Un tono di voce amichevole e schietto. Già, la generazione Z è così: diretta. E ha una soglia di attenzione che non supera gli 8 secondi. Quello che forse non immagini è che si tratta di un target molto esigente, difficile da conquistare, ma che non puoi ignorare se vuoi arrivare a questa fetta di mercato prima dei tuoi competitor.

Chi è la generazione Z e come comunicare con chi ne fa parte? In questo articolo troverai dati, esempi e consigli utili per intercettare la generazione più giovane del nostro Paese. [Per saperne di più…]

Content marketing e metodo See-Think-Do-Care

Metodo See-Think-Do-Care

in sintesi

Una strategia di marketing funziona se non fa fermare le persone a un unico appuntamento con il brand, ma le fa innamorare. E l’unico modo per farle innamorare è corteggiarle. Niente rose rosse, ma contenuti che emozionano, danno utilità, rispondono ai loro bisogni e non le abbandonano dopo l’acquisto.
Ti presento il metodo See-Think-Do-Care di Avinash Kaushik che ti insegna proprio a fare questo. E le belle notizie non sono ancora finite: ho anche un regalo per te. E non sono rose rosse.

Per far sì che l’amore sbocci, Cupido deve colpire con la sua freccia la persona giusta al momento giusto. Per far battere il cuore ai tuoi clienti deve accadere la stessa cosa: devi mostrare loro il contenuto giusto al momento giusto. Come si fa? Ce lo insegna Avinash Kaushik, l’evangelist di Google che ha teorizzato il metodo See-Think-Do-Care. Se non lo conosci, resta qui: te ne innamorerai. [Per saperne di più…]

Lettera di presentazione per copy. Una storia, tanti esempi

Lettera di presentazione per copywriter

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Come scrivere la lettera di presentazione perfetta per copywriter? Nessuno lo sa e lo sai perché? Perché non esiste. Quindi qui non troverai la formula magica per la lettera di presentazione efficace, ma consigli ed esempi per scrivere lettere di presentazione con personalità. Ti racconterò la mia storia e quella di altri copywriter che hanno ottenuto il posto che sognavano infrangendo cliché, burocratese e convenzionalità. SaluntandoTi cordialmente ti auguro una buona lettura… Scheeeerzo! Lasciati ispirare e in bocca al lupo.

Cercare lavoro è un lavoro. Forse uno dei più noiosi. Ma cosa dico? Ce n’è uno ancora più barboso: scrivere il curriculum vitae con Europass. Ah, no no, scusami ce n’è uno peggiore: scrivere la lettera di presentazione. [Per saperne di più…]

Come intercettare le intenzioni di ricerca degli utenti

Le intenzioni di ricerca_v.05

in sintesi

Google è il Chuck Norris del web, risolve i dubbi e risponde alle curiosità di milioni di utenti al giorno. Come fa? Interpreta le loro intenzioni di ricerca. In questo post vediamo insieme quali sono le principali intenzioni di ricerca degli utenti e per farlo analizzeremo query e keyword. Non lo faremo da soli, con noi ci sarà un grande maestro della SEO: Gianluca Fiorelli. Dopo la lettura di questo post diventerai il Chuck Norris del copywriting.

Capita anche a te di riprometterti di non toccare il PC e lo smartphone durante il weekend? Se ci riesci, dimmi qual è il tuo segreto. Perché io dopo nemmeno un’ora dal buon proposito sono già lì a googlare la ricetta del pesto alle noci. Sì, Google è il diavolo tentatore del digital detox e non.

Milioni di persone, ogni giorno, digitano sulla barra di ricerca o “parlano con lo smartphone” per saziare la loro curiosità – quale tinta usa Donald Trump? – o perché hanno bisogno di informazioni – orari Trenitalia 2017.

Le esigenze sono le più svariate e l’obiettivo di Google è soddisfarle tutte. Come? Cercando di ordinare i risultati in base alla loro attinenza all’esigenza dell’utente.

La nostra sfida è creare contenuti che soddisfino la user intent (l’intenzione dell’utente) e che, agli occhi di Google, siano “adatti” a rispondere al bisogno delle persone. Come si fa?

Lo scopriamo insieme in questo post. [Per saperne di più…]

Real time marketing. Se devi farlo, fai così

6 casi di real time marketing

in sintesi

Il real time marketing è un osso duro. Richiede prontezza e creatività e, soprattutto, la capacità di capire se è il caso di ricorrervi. Già, perché il content marketing legato alle news non puoi “provare” a farlo: devi farlo bene, perché non hai una seconda occasione per aggiustare il tiro. Qui vediamo insieme, con tanti consigli ed esempi, 6 casi individuati da Altimeter in cui fare real time marketing, sia quello pianificato che quello non pianificato.

Quando lavoravo come reporter per un giornale, la cosa che temevo di più era la telefonata del mio caporedattore, che di solito cominciava così: “Hai bucato”. No, non avevo bucato le gomme dell’auto, ma una notizia.

Ero arrivata troppo tardi sul luogo dell’accaduto, oppure il mio articolo era meno ricco di dettagli rispetto a quello di altri giornalisti. Poi mi sono avvicinata al mondo del web marketing e ho pensato: “Ciao ciao attualità”. E invece no: mi sono imbattuta nel real time marketing.

Insomma, lasciatemelo dire: mai una gioia! [Per saperne di più…]

♫ Emoji, emoji, emoji nei testi web (perdonaci, Mina!)

Emoji

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Potrei dirti: “Per scoprire come usare le emoji nella tua comunicazione aziendale devi leggere questo articolo.” Oppure: “Per scoprire come usare le emoji nella tua comunicazione aziendale devi leggere questo articolo.☺” Hai notato come cambia il tone of voice con l’emoji? Questi piccoli simboli hanno un forte potere espressivo e spesso nella comunicazione digitale aiutano il ricevente a decodificare il messaggio in modo corretto. Come può un codice non verbale funzionare così bene accanto alle parole? Fatti un ☕, leggi questo post e scopriamolo insieme.

C’è chi le ama, chi ne abusa, chi le odia, chi le usa a sproposito e chi le definisce un nuovo linguaggio. Sì, stiamo parlando delle emoji. [Per saperne di più…]

Come realizzare pagine 404 creative e usabili

Pagina 404

in sintesi

Hai curato il sito in ogni dettaglio: il menù, l’alberatura, i testi, la grafica e la visualizzazione da mobile. Sei sicuro di non aver dimenticato nulla? C’è una pagina che molte aziende trascurano: la 404. Ecco, lo sapevo! Non ci hai pensato nemmeno tu, ma puoi ancora rimediare. In questo post vediamo insieme come realizzare pagine 404 usabili e lo facciamo seguendo i consigli tecnici di Google e quelli creativi di Pennamontata.

Chiudi gli occhi. Immagina di passeggiare a New York sulla Fifth Avenue. Cammina che ti ricammina, vedi un enorme negozio di scarpe. È tuuuutto in saldo. Entri e chiedi alla commessa quelle décolleté color magenta numero 37 (o un paio di sneaker, o mocassini o quel che vuoi) con cui è stato amore a prima vista. Lei ti guarda e ti risponde: “No, non abbiamo il numero che sta cercando”. Poi si gira e se ne va.

Senti più la delusione che scotta o il fastidio che irrita?

Questo è quello che provano gli utenti davanti alla pagina 404. Credo che se le aziende vedessero le espressioni delle persone di fronte al messaggio Not Found. The requested document was not found on this server, dedicherebbero attenzione alla pagina di errore. [Per saperne di più…]