Come fare un buon copywriter: ecco la ricetta

Come fare un buon copywriter: ecco la ricetta

Oggi sono eccezionalmente ospite della cucina di Pennamontata, dove Valentina mi ha promosso sous chef per un giorno. La ricetta che vado a illustrare è quella del copywriter fatto in casa. Certo, si può prendere un copywriter già bello e fatto. Sul mercato ci sono quelli che escono dallo IED o dall’Accademia di Comunicazione, di ottima qualità, ma vuoi mettere la soddisfazione di ottenere un ottimo copywriter fai-da-te? Ecco come fare.

1. L’italiano è un ingrediente fondamentale.

Che sia un buon italiano però. Ci devono essere accenti e apostrofi al posto giusto, se no desisti. Quelle rare volte che il mio interlocutore conosce il significato della parola “copywriter” può capitare che mi chieda:

– Come si diventa copywriter? Cioè, che scuole hai fatto?
– Le elementari. – Rispondo io.

Possibilmente delle buone elementari. Nei blog dedicati al copywriting e al webwriting si parla a profusione dell’importanza della grammatica, ne ho parlato anch’io in un altro articolo recentemente, per cui non ti romperò ulteriormente le scatole sull’argomento. Ti basti sapere che per il copywriter la propria lingua non è solo qualcosa da imparare a usare bene, è un culto. Considera che nemmeno la più intransigente delle maestre elementari di inizio ʼ900 è più rompipalle di un copywriter, ipercritico anche nei confronti di se stesso. Sempre a controllare, a verificare, senza dare mai nulla per scontato. Insomma, procurati italiano di qualità.

2. La curiosità non è mai abbastanza.

Il creativo è per sua natura curioso, altrimenti che creativo sarebbe? Una delle cose più piacevoli del lavoro del copy è che vieni in contatto con una marea di informazioni nei più svariati ambiti. Il lavoro del copy non è mai monotono perché ci si trova sempre a scrivere di argomenti diversi. Anche se questo può avere dei lati negativi. Per esempio, alcuni copy sanno tutto di nautica e yacht anche se non ne possiederanno mai uno. Diventeranno esperti di carburanti anche se vanno solo in bici. Arriveranno a scrivere di cucina anche se non sanno cucinare (so di uno che è costretto a scrivere di carni e pollame ed è vegano!)

A parte questi casi sporadici, il copy deve sempre tenere in allenamento la sua curiosità, ma non gli costa fatica, è un istinto naturale.

3. Munirsi di un brief, anche finto.

Tanto uno vero nella tua carriera lo vedrai raramente. I brief sono documenti misteriosi quanto il Necronomicon e i Rotoli del Mar Morto, ma non divaghiamo. Una volta, quando internet ancora non c’era, i “vecchi” pubblicitari consigliavano agli aspiranti copywriter di allenarsi su campagne finte. In pratica, prendi una rivista, scegli un annuncio, rifallo da capo. Costruisciti un brief da solo, cerca di individuare la usp, il target di riferimento e magari stravolgi tutto.

Oggi la “pubblicità” non è più solo tv/stampa/affissione, ma il consiglio vale lo stesso. Devi solo tener presente che c’è internet, ci sono i social, ma che ci vuole? Tanto sei libero. Se non vai in una di quelle prestigiose scuole di cui sopra, ma anche se ci vai, creati un portfolio. Da qualche parte si deve pur cominciare.

4. Procurati buoni maestri: leggi, fai corsi.

Cito chi mi ospita: un copywriter che smette di studiare è un copywriter a metà. Il mondo della comunicazione si evolve in modo inarrestabile, soprattutto nel web. Io stessa, che da copywriter sto imparando come si fa il webwriter, sono spesso disorientata. Non fai in tempo a imparare qualcosa che è già passato. Quindi tieniti sempre aggiornato, studia e, se puoi, fai corsi. Non perché sono qui, ma lo Yummy Writing di Pennamontata mi è stato molto utile per iniziare.

Ci sono molti altri corsi in giro, validi e non troppo costosi, così come anche workshop gratuiti, conferenze. Il 14 maggio a Roma per esempio ci sarà Web to Society. Se sei nella capitale, approfittane. Ah, se invece sei a corto di titoli per la tua biblioteca da copy, clicca qui.

5. Acquisisci sicurezza: apri il tuo blog.

Ultimo, fondamentale ingrediente è la fiducia in te stesso e nel modo in cui scrivi. Il mio blog, Un posto al copy, è nato circa un anno e mezzo fa, più che altro per imparare a usare WordPress. Man mano che ci scrivevo ho cominciato a… liberarmi. Scrivere senza autocontrollarmi e autocensurarmi mi ha fatto diventare più sicura di come scrivevo. E più scrivevo più imparavo a tagliare dove non serviva, a essere più fluida. E questo mi ha aiutato anche nel mio lavoro. Inoltre avere un tuo blog ti insegna a confrontarti con chi ti legge e a capire che non sei tu che scrivi e gli altri ti leggono, ma è uno scambio continuo di stimoli, contenuti, informazioni. Cosa più importante, attraverso il tuo blog inizi a promuovere te stesso, il tuo brand.

Se vuoi mostrare agli altri che sai scrivere, il tuo blog è il posto migliore per farlo.