Corso Seo per Copywriter: ottimizzare il testo

Corso Seo per Copywriter: ottimizzare il testo

Serp di Google nell'antico Egitto Eccoci alla lezione centrale del nostro corso SEO per copywriter. Nel primo articolo avevamo introdotto il corso seo per copywriter, spiegato le sue ragioni e anticipato cosa ti avrebbe insegnato; in quest’altro abbiamo visto insieme come scrivere un buon titolo sia per chi legge sia per Google e come scrivere le altre informazioni che accompagnano un articolo sul web.
 

Oggi ci dedicheremo al testo. Vedremo quindi come ottimizzarlo in modo che sia comprensibile per il nostro pubblico senza sacrificarne la leggibilità, la fantasia e la freschezza sull’altare della dea SEO come facevano alcuni antichi seo egizi (la battuta non è poi tanto fuori luogo).
 

Ottimizzare il testo: indice

Ecco l’indice degli argomenti di cui ci occuperemo in questo articolo. Si tratta, per lo più, dei fattori classici dell’ottimizzazione del testo che è possibile applicare sulla pagina, quelli che i SEO chiamano anche fattori on-page (sì, proprio così, con la denominazione in doppia lingua).

 

Metodi per usare le parole chiave all’interno del testo

  • Prossimità
  • Keyword density
  • Latent Dirichlet Allocation
  • Heading tags

 

Come usare le parole chiave all’interno del testo

Tutto quello che scriverai nel tuo lavoro di copywriter verrà letto da persone. Quindi, quando redigi un testo, pensa sempre al pubblico del sito per il quale stai lavorando. Alla gente piace essere informata, meglio se in modo coinvolgente o simpatico a seconda delle occasioni, e in modo semplice e diretto.
 
Questo ti potrà anche sembra un discorso semplicistico e banale ma, credimi, non lo è. Vedere il tuo lavoro di copywriter in questa prospettiva serve per:

  • migliorare l’esperienza del pubblico che legge;
  • incentivare la conversione (passaggio alla pagina successiva, compilazione dati, +1, acquisto, telefonata, ecc. ecc);
  • entrare nelle grazie di Google, che ricorre all’uso di determinate, e numerose, metriche comportamentali.

 

NB: Se scrivi pensando al pubblico, farai felice le persone che ti leggeranno e di conseguenza anche Google. Prendere due piccioni con una fava non è poi così difficile, non trovi?

Se è possibile, ti consiglio di usare le parole chiave – le keywords che ti passa il SEO – il più possibile vicino all’inizio dell’articolo e all’inizio dei suoi paragrafi. Quel “possibile” leggilo come solo se questa azione non va a rovinare la leggibilità e la comunicazione del messaggio di marketing.
Non essere ripetitivo, cioè non usare sempre in modo ripetuto e artificiale le parole chiave. Usa dei sinonimi, usa dei modi di dire, dei giri di parole o anche dei concetti correlati facendo ricorso a delle metafore.
 
Cerca di essere esaustivo e spiegare tutto sull’argomento che stai trattando, in modo che il tuo pubblico si senta davvero sazio al termine della lettura. Evita, insomma, che possa avere ancora fame e voglia di andarsi a saziare da un’altra parte, magari nel sito di un concorrente.
 
Se per l’argomento ci sono anche delle notizie recenti, dalla cronaca ad esempio, fai dei collegamenti in modo da rendere il tuo articolo fresco e attuale. Questo fattore è molto importante (Google Freshness).
 

La keyword density

Keyword density per copywriting ottimizzato

Quante volte devi usare la parole chiave?
Se sono riuscito a farti capire quali sono i concetti importanti nel paragrafo precedente, quelli che contano davvero, allora avrai già capito la risposta.
 
Comunque, visto che troverai il concetto della keyword density o percentuale di parole chiave tante volte nella tua carriera di copywriter, definiamolo ancora meglio e vediamo se devi mantenere la keyword density tra il 3,5% e il 5% oppure tra il 7% e il 10%, come riportano i sostenitori di 2 teorie diverse.
 
Nella SEO moderna, quindi da Google in poi, non è mai esistito un numero magico in grado di far schizzare in alto il posizionamento di una pagina web. Non esiste, cioè, nessuna magica ed esoterica keyword density.
Ci sono infatti degli esempi di siti che sono al primo posto per una certa parole chiave, ma questa non è presente nemmeno una volta all’interno del testo. Adesso, non ti sto dicendo che devi scrivere articoli senza usare le parole chiave – verresti subito esonerato dal tuo lavoro di copywriter-, ma solo che non è mai esistita la percentuale giusta per la SEO.
Questo perché ogni articolo che scrivi ha una sua impostazione e una sua leggibilità e sarebbe stupido andare a pesare quanti chili di parole ci sono all’interno del testo.In realtà questo modo stupido, cioè il calcolo della keyword density, era usato dai motori di ricerca ante Google.
 

NB: Vista l’importanza di questo argomento, prima di proseguire, voglio ancora ribadire una volta quale sia la giusta keyword density per un articolo ottimizzato SEO: la giusta keyword density non esiste. Chi dice il contrario oggi è solo un impotente.

Latent Dirichlet Allocation (LDA)

Google Latent Dirichlet Allocation

Se Google non considera quante parole sono ripetute all’interno di un articolo, come fa a calcolare la sua rilevanza e dargli un posizionamento?
Google utilizza centinaia e centinai di parametri e nessuno li conosce; diffida da chi ti dice di avere la chiave d’accesso a tali “segreti”. Molti di questi fattori sono stati individuati con dei test e con l’esperienza, ma rimangono pur sempre delle teorie che oggi si adattano bene alla maggior parte dei casi. E sempre teorie rimangono.
 
Una di queste teorie è quella che vuole Google applicare al testo il modello matematico statistico chiamato Latent Dirichlet Allocation.
In parole molto semplici questo modello mette in correlazione ogni argomento possibile e immaginabile di cui è possibile scrivere con una serie prestabilita di argomenti già conosciuti dal motore di ricerca. È quindi un sistema di classificazione che permetterebbe a Google di classificare ogni articolo nel giusto scomparto. Se vuoi approfondire meglio questo aspetto dal punto di vista seo, ti consiglio questo articolo: Latent Dirichlet Allocation.
 
Nessuno sa se veramente Google usi il Latent Dirichlet Allocation oppure un sistema analogo o più complesso. Tuttavia si è notato, e se ne è sicuri, che usi un sistema per classificare i siti e le pagine in argomenti. Possiamo quindi chiamare questo sistema LDA solo per nostra convenienza, ben consci che potrebbe essere qualcosa di diverso.
 

Come usare l’LDA nei testi che scriviamo?

Essendo un sistema di classificazione per associazione di argomenti, posso usare l’LDA in 3 modi:

  • lineare
  • circolare
  • stella

 
Un articolo che usa un percorso lineare mette in correlazione diversi argomenti partendo dal primo e procedendo in linea retta con argomenti via via sempre più distanti dal primo.
Esempio: l’argomento di partenza, quello principale, può essere la Festa della Liberazione del 25 Aprile; l’argomento correlato può essere il ponte che si viene a creare e come gli italiani useranno quei giorni per riposarsi oppure per un assaggio anticipato di vacanza; a questo argomento possiamo agganciare i costi degli hotel di quest’anno e di quanto sono aumentati rispetto all’anno precedente, le maggiori cause dell’aumento dei costi e da qui collegarci ad argomenti di natura economica, sulla crisi e così via…
 
Chiaro cosa significa percorso lineare?
 
Google Latent Dirichlet Allocation Lineare
L’ultimo argomento, la crisi, non ha nulla di correlato con la Festa della Liberazione ma ci siamo arrivati seguendo un percorso logico in linea retta.
 
Un articolo che usa un percorso circolare, invece, mette in correlazione diversi argomenti partendo dal primo e allontanandosi sempre più via via che prosegue la trattazione fino a ritornare all’argomento principale.
Torniamo al nostro esempio sul 25 Aprile, argomento principale. Dopo aver parlato del ponte e dopo aver parlato di come gli italiani useranno quei giorni per riposarsi, si può attaccare il concetto del sacrificio dei patrioti che hanno combattuto nella Resistenza 60 anni fa per permettere questo tenore di vita, da qui al giorno della Liberazione e la sua commemorazione annuale del 25 Aprile
Come vedi siamo tornati al punto di partenza.
 
Un articolo che usa un percorso a stella, infine, mette in correlazione diversi argomenti che rispetto al primo mantengono sempre la stessa distanza logica e concettuale.
Se l’argomento principale è ancora la Festa della Liberazione del 25 Aprile, puoi parlare delle altre feste nazionali come il primo Maggio, la festa della Repubblica, la Festa delle Forze Armate e così via. Tutti concetti correlati con uno schema a stella rispetto all’argomento principale.
 

NB: Ricordati, quando è possibile, di inserire sempre dei riferimenti aggiornati e freschi..

Heading tags

Gli heading tags sono quelle etichette che permettono di definire i titoli e i sottotitoli che formano la struttura dell’articolo. Attenzione, adesso stiamo parlando dei titoli visivi e non del tag title di cui abbiamo parlato nella prima parte del corso SEO.
Come in ogni buon articolo, dovrebbe esserci solo un titolo principale, un sottotitolo e diversi altri sottotitoli se vuoi staccare ed evidenziare i diversi paragrafi.
Per impostare il titolo principale devi racchiudere le parole che vuoi che siano il titolo tra i tag <h1> e </h1>. Per un sottotitolo usa i tag <h2> e </h2>, per i titoli di un livello ancora più basso usa i tag <h3> e </h3> e così via fino al tag <h6> e </h6> (nota che i titoli di un livello concettuale più basso, cioè meno importante, hanno un numero più alto, ovvero un titolo h6 è quello meno importante mentre il titolo h1 è quello più importante in assoluto)
 
In genere si usano con uno schema a piramide, usando un solo h1 e più tag di livello più basso, tuttavia ci possono anche essere delle eccezioni che, caso per caso, ti spiegherà chi si occupa della strategia SEO.
 

NB: Non esagerare nell’uso degli heading tag. Se metti tutto il testo in h1 ad esempio, non dai più importanza al tuo testo, anzi, dovresti ritenerti fortunato se non andrai a subire alcuna penalizzazione da Google..

 

Conclusione e anteprima delle prossime lezioni

Prossima lezione del corso seo per copywriter

 
Nelle prossime lezioni vedremo:

  • Formattazione speciale
  • Paragrafi
  • Link interni
  • Effetto hub: link in uscita
  • Immagini
  • Atri elementi multimediali
  • Condivisione e riprova sociale

 

Non mancare e se hai domande, scrivimi pure qui sotto nei commenti o nella fanpage Pennamontata.