Corso Seo per Copywriter: scrivere per le persone oppure per Google?

Corso Seo per Copywriter: scrivere per le persone oppure per Google?

Pubblico dei copywriter felici Siamo giunti all’ultimo appuntamento del nostro Corso SEO per copywriter dedicato a chi si appresta a diventare redattore web.
 
Il redattore web è una figura che, oltre a scrivere i testi, si deve occupare a tutto tondo di tutti quegli altri ingredienti che vanno oltre al testo. Proprio come abbiamo visto nelle altre lezioni del corso. Quali sono? Be’, un pizzico di codice html per ottimizzare il testo, la differenza tra il titolo dell’articolo visibile e quello per i motori di ricerca, la description, i link esterni e interni, le immagini e gli altri elementi multimediali.
 
Insomma, un copywriter plus in grado scrivere testi informativi e pubblicitari non solo per la carta stampata, ma anche per il web.
 

Concludiamo il nostro corso rispondendo una volta per tutte all’unica domanda veramente importante:
 

Si deve scrivere pensando alle persone oppure agli algoritmi di Google?

  • Google e i nuovi algoritmi: cosa cambia per i copywriter
  • Google Panda
  • Google Penguin
  • Google Freshness
  • Google Authorship
  • Google Search Plus Your World
  • Come misurare il gradimento di un articolo.

 

Google e i nuovi algoritmi: cosa cambia per i copywriter?

Al di là del clamore che suscitano le novità di Google, i fiumi di articoli sui blog, le discussioni dai toni accesi sui forum da parte di SEO che hanno avuto dei drastici cali di visite nei loro siti web, la realtà è ben altra.
 
La realtà è che Google ha sempre modificato il suo sistema di valutazione anche più volte durante l’anno. A volte ci sono stati aggiornamenti che hanno portato differenze più significative, altre volte meno.

 


Tanto per farti capire la portata di questi cambiamenti, pensa che negli ultimi 2 anni Google ha inserito ben 500 e più modifiche ogni anno. È come se quasi ogni giorno, quando vai a prenderti un caffè al bar al mattino e al pomeriggio, scattasse un nuovo algoritmo o una modifica a un algoritmo esistente.

Tu, copywriter, come puoi stare dietro a tutti questi cambiamenti?
 
Bella domanda, eh? La verità è che nessuno potrebbe riuscirci. Quindi, sì: è tempo sprecato quello passato dietro agli algoritmi. Tu pensa solo e sempre alle persone che leggeranno i tuoi testi.
 

Google Panda

Google Panda

Google Panda è stato rilasciato a febbraio del 2011 ed è oggi tra i più indecifrati algoritmi di Google. Quello che sappiamo è solo l’obiettivo – ossia la ricerca di siti di qualità -, ma ignoriamo del tutto su quali fattori si basino le sue valutazioni.
 
Ricorda, Google è un insieme di algoritmi matematici, tradotti in programmi per computer, che gira su tanti server. Cioè su dei pezzi di ferro. Non è un essere umano.
 
 
Tra le tante ipotesi che si sono fatte, a noi, in questo contesto del Corso SEO per copywriter, devono interessarci questi aspetti:

  • Testi duplicati da altri siti
  • Testi molto simili ad altri siti
  • Pagine con scarsi contenuti testuali
  • Testi superficiali, non approfonditi
  • Testi scritti solo per piazzare le keywords
  • Testi generati da una macchina: ad esempio le traduzioni automatiche
  • Testi con evidenti errori di ortografia, sintassi e stile

 
Su cosa effettivamente si basi Google Panda nessuno lo sa. Almeno per ora. Tuttavia, se presti attenzione agli elementi sopraccitati, avrai sicuramente contribuito alla costruzione di un sito di qualità.
 

Google Penguin

Google Penguin

Google Penguin è appena stato introdotto, alla fine di aprile del 2012.
 
Il nuovo famigerato algoritmo “Pinguino” è studiato appositamente per punire chi abusa delle ottimizzazioni SEO in modo da manipolare i risultati di Google. In poche parole, Google Penguin punisce chi sovraottimizza i siti web.
 
La sovraottimizazione è una pratica diffusa: proprio per questo Google sta cercando di stroncare chi la usa e ne abusa.
 
Per il tuo lavoro di copywriter, presta sempre grande attenzione a questi fattori:

  • Non abusare nell’uso delle parole chiave. Ricordi? Non esiste il concetto di una giusta percentuale di keyword density
  • Non abusare nell’inserimento di link interni sempre con lo stesso testo di ancoraggio
  • Fa’ attenzione ai link esterni che vai a inserire. Che siano sempre contestualizzati e verso siti di qualità.

 

Google Freshness

google freshness

Dopo aver analizzato i due algoritmi punitivi, vediamo adesso dei nuovi algoritmi che possono darti la possibilità di far emergere i tuoi testi. Google Freshness non è un solo algoritmo, ma un insieme di algoritmi che sono stati studiati per dare maggiore rilevanza a testi freschi e aggiornati.
 
Attento, amico copywriter: non sto parlando solo di articoli di cronaca o di notizie sportive, ma di ogni tipo di contenuto.
 
Ad esempio, immagina che di cercare su Google un corso SEO per copywriter. Preferiresti un corso sul vecchio concetto di PR di Google (PR= Page Rank – fattore oggi quasi ininfluente) oppure uno che tratti degli algoritmi appena rilasciati, come Google Penguin? La risposta è ovvia, preferiresti informazioni aggiornate e fresche. Google questo l’ha capito e per questo motivo ha studiato Google Freshness.
 
Cerca sempre di inserire dei riferimenti attuali nei tuoi testi in modo da renderli freschi e aggiornati.
 

Google Authorship

Google Authorship

Google Authorship è l’idea che Google si fa di ogni autore che scrive e pubblica sul web.
 
È un concetto legato a ogni individuo e va a pescare ogni articolo, post di blog, discussione di forum che Google riesce a trovare e a ricondurre a noi.
 
A questo punto Google fa un’analisi semantica per catalogarci e attribuire a ognuno un valore di autorevolezza per ciascun argomento. Voglio dire, se un autore è molto importante nel settore delle automobili, questa autorevolezza non vale nulla se questa persona si mette a scrivere di cucina mediterranea.
 
Stabilita l’autorevolezza di ogni autore, e ogni settore in cui è attivo, Google usa questo valore come fattore per calcolare la posizione dell’articolo (insieme ovviamente a tutti gli altri fattori).
 
Questo peso dell’autorevolezza incide sempre più man mano che passano i mesi.

 

Potremmo fantasticare un po’ e immaginare che in un prossimo futuro, magari tra 6 mesi, negli annunci di lavoro ci possa essere scritto qualcosa tipo: cercasi copywriter dotata di ottima Google Authorship.

 

Come si fa a migliorare la propria Google Authorship?

Innanzitutto devi iscriverti a Google Plus.
 
Completa il tuo profilo in ogni sua parte e inizia a usarlo scambiando dei dialoghi con le varie persone appartenenti ai settori che ti interessano. Se vuoi iniziare con noi, questo è il profilo di Pennamontata mentre i nostri profili personali li trovi nelle rispettive pagine autore.
 
Collega infine i siti in cui scrivi con Google Plus in modo che Google possa trovare tutti i tuoi lavori.
 
Per fare questo, i siti in cui scrivi devono permetterti di inserire un certo tag nelle tue firme: il rel author. Proprio come facciamo noi qui, su Pennamontata. Se gestisci tu il tuo blog e hai una buona dimestichezza con i codici, questa è un’ottima guida su come implementare il rel author, il tag di cui ti parlavo sopra.
 

Google Search Plus Your World

Google Search Plus Your World è l’evoluzione della ricerca personalizzata. È stato già avviato negli Usa e sta per arrivare a giorni in Italia.
 
Già da anni Google personalizza i risultati delle ricerche. Ad esempio, se cerco una pizzeria, Google mi darà risultati di pizzerie situate vicino alla mia posizione rispetto alla tua ricerca fatta in un’altra città.
 
Con Search Plus Your World, Google estende la personalizzazione includendo anche tutte le informazioni che è riuscito a trovare sulle tue cerchie di conoscenze, dando così preferenza e spingendo avanti siti che hanno ricevuto un gradimento da parte delle persone con cui hai più rapporti sui social, soprattutto Google Plus.
 
Come vedi, questo è il passo successivo alla tua Google Authorship. Anche questo fattore ti sarà di estrema utilità nel tuo lavoro di copywriter perché, se è vero che Google ti mostrerà siti che hanno ricevuto un apprezzamento (+1) dalle persone delle tue cerchie, lo è altrettanto il fatto che anche queste persone nelle tue cerchie avranno risultati personalizzati da Google e vedranno ai primi posti i siti ai quali tu hai dato una preferenza.
 

Come misurare il gradimento di un articolo?

Gradimento del pubblico

La risposta alla domanda “Come misurare il gradimento di un articolo?” dovrebbe, a questo punto, essere abbastanza chiara. Cerca di pensare sempre solo al tuo pubblico, senza scervellarti dietro agli algoritmi di Google.
 
Ci sono tanti modi per misurare il gradimento di un articolo. Puoi scegliere di basarti sui classici indicatori di Google Analytics, come il numero di visitatori unici, il tempo medio sulla pagina, la percentuale di rimbalzo (io li ritengo obsoleti), etc..
 
In alternativa, puoi affidarti a indicatori più vicini al comportamento delle persone, come per esempio:

  • il numero di condivisioni e citazioni;
  • il numero di apprezzamenti (“Mi Piace” / “Più Uno”);
  • il numero di commenti e la qualità delle conversazioni generate;
  • il flusso delle loro visite (abbandono o proseguimento della lettura, ad esempio).

 

Conclusione

Spero che queste informazioni ti siano utili per migliorare il tuo lavoro di copywriter, oppure per orientarti nell’affascinante universo della scrittura qualora fossi un semplicemante un appassionato.
Come hai potuto capire leggendo tutte queste lezioni, il settore in cui ci troviamo a lavorare cambia in continuazione. Il perché è presto detto. Google, quasi ogni giorno, modifica il suo algoritmo e, cosa più importante, i gusti e le preferenze delle persone evolvono.
 
Per questo, seguici sul nostro profilo Google Plus. Facci pure tutte le domande che ritieni opportune per mantenere queste informazioni sempre aggiornate e utili.
 
 

P.S.

Ti serve un’idea per il nuovo nome che devi creare per quel progetto o sito web?
 

 
Con tool gratuito per copywriter pronto da scaricare.