Dahù residence

Il tone of voice di un hotel come quello di una persona

La situazione di partenza

L’agenzia Kumbe ci contatta un giorno per coinvolgerci in un bel progetto del settore hotellerie: ci chiede di trovare la verbal identity di un residence in Trentino, il Dahù.
La sfida ci piace, anche perché quando si parla di tone of voice siamo sempre in prima, primissima linea. Quello che ci viene chiesto è identificare un tono di voce capace di rispecchiare l’animo familiare e accogliente del residence. Un’identità verbale che aiuti la struttura a comunicare in modo caldo e non banale al giusto pubblico. Cosa abbiamo risposto noi? “Ci piace!”, ovvio.

L’approccio

Per trovare il tone of voice migliore per un brand, gli step da seguire sono tantissimi. Così come tantissima deve essere l’esperienza nel campo. Noi abbiamo il nostro metodo, ormai testato su decine di aziende, che prevede di partire dall’analisi della concorrenza. Sì, perché l’identità verbale non è solo parte del DNA del brand, ma permette all’azienda di lavorare sul proprio posizionamento. Studiamo quindi il modo di comunicare degli hotel e dei residence della Val di Sole. Ci rendiamo conto che pur essendo molte le strutture, la loro voce è praticamente intercambiabile.
Decidiamo quindi di osare, di lavorare su una verbal identity davvero caratteristica e a dir poco insolita per il settore turistico-alberghiero. Decidiamo di far parlare il Dahù come se fosse un essere umano, di assumere i panni del protagonista della comunicazione, di usare la prima persona singolare. Nasce così “Piacere, sono Dahù. Diamoci del tu”.

In ogni settore c’è spazio per il nuovo. Dire “nessuno ha mai fatto così prima d’ora, non si può fare” è solo una scusa. E a noi le scuse proprio non piacciono.

Il risultato

Dopo aver studiato le varie sfumature del tono di voce, Dahù ha iniziato a parlare. A differenza di altri hotel e residence, Dahù non fa parlare i proprietari o lo staff: è lui a dar il benvenuto agli ospiti, è lui a descriversi.