Ottimizzazione dei contenuti

Protezione 30. I consigli caldi dell’estate per ottimizzare i contenuti

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I 30 consigli caldi dell’estate per ottimizzare i contenuti, e proteggerli dal flop, arrivano a ridosso di Ferragosto e riguardano la ricerca di un argomento interessante per la tua nicchia, la caccia al refuso, la fruibilità e l’appeal grafico del post, le buone pratiche per la condivisione social e per Google. Troverai consigli pratici, plugin utili e trucchetti che non conoscevi.

Sei spalmato su un lettino in riva al mare, ammettilo! Lo so, ti vedo. Ti vedo che “stai senz pnsier” (cit.) tra un feet-selfie, un halfie e un moon walk sul bagnasciuga. Ma so anche che sei lì a cercare nuovi post da leggere, quindi – tadà! – eccoti il mio. Resta lì, che adesso ci penso io a spalmarti i 30 consigli caldi dell’estate per ottimizzare i tuoi contenuti e proteggerti dal blog-flop.

Lo smartphone ora usalo per leggere. Alla foto dei tuoi bei piedini ci pensiamo dopo.

Lotta per trovare un argomento interessante

Prima di preoccuparti di dar forma ai tuoi testi, pensa a scrivere qualcosa di valore. A proposito, qui ho parlato delle caratteristiche che, secondo me, dovrebbe avere un contenuto di qualità.
Torniamo a noi. Dicevo, appunto, che devi curare la sostanza dei tuoi contenuti. Devi lottare per trovare un argomento interessante. Non accontentarti.

Per assicurarti un blog post quanto più originale possibile, ti suggerisco di:

  • 1. Leggere molti libri. Prendi spunto dalle tue letture per trovare argomenti poco diffusi sul web. Scegli anche delle riviste di settore. Io ti consiglio: “Digitalic” (100% italiana).
  • 2. Usare dei casi studio. I casi studio possono essere molto interessanti, perché ti permettono di mostrare numeri e risultati. Puoi utilizzare quelli di altri oppure – meglio ancora – puoi condurre un tuo studio e condividerne l’esito con il pubblico.
  • 3. Valutare la creazione di un post multi autore. Ci sono molti blog multi autore; tu potresti creare un post che dia voce a più contributor, facendoli intervenire su un dato argomento.
  • 4. Chiedere una mano ai tuoi lettori. Oltre a scrivere un post multi autore assieme a qualche collega, più o meno “influente”, valuta la possibilità di redigere un post-dibattito chiamando alle penne il tuo pubblico. Per farlo ti consiglio di lanciare la proposta su un post di Google+, definire una lunghezza standard di ciascun intervento (es. 100 parole max), invitare a lasciare i micro-post all’interno dei commenti di G+, quindi raccoglierli e pubblicarli. Nel farlo, non dimenticarti di inserire un link al profilo Google+ dell’autore di quel contributo.
  • 5. Partecipare a convegni, eventi, workshop. Oltre al fatto che la formazione è fondamentale, partecipare a eventi di settore ti permette di trovare nuovi stimoli, spunti e ispirazioni per i tuoi post. E, a proposito di eventi e corsi, la mia personalissima top 3 è questa: Yummy Graphic, per imparare a realizzare visual per i tuoi post blog e social; Do Lab School, tanti corsi in modalità practice first, per imparare a perfezionare le tue conoscenze; Dieci Cose – Il web in pratica, con docenti che conosco e stimo.

Caccia il refuso

I refusi sono infimi. Sono minuscoli, così piccini che a volte si fa fatica a vederli. Sono il pulviscolo infestante del post. Anche del post del guru. Ma tu no. Tu non vuoi gettare la spugna. Tu la spugna vuoi prenderla e cancellare via dai tuoi contenuti ogni traccia di refuso. E allora ecco qualche trucchetto per trovarlo, il bastardissimo:

  • 6. Scrivi su Word. Non digitare direttamente su WordPress. Word ti dà una mano a trovare il refuso: dovrai prestare attenzione alle parole sottolineate in rosso. Utile, ma non basta.
  • 7. Fa’ un check dei doppi spazi. Anche i doppi spazi sono errori. Nelle case editrici il primo controllo del testo avviene su Word. Viene fatto un controllo minuzioso dei doppi spazi (Strumenti → Modifica/sostituisci → Trova → doppia battuta su barra spaziatrice; Sostituisci → singola battuta su barra spaziatrice), così come un check dei segni di interpunzione, per verificare che prima di virgola, punto, due punti, punto e virgola, punto esclamativo e punto interrogativo non sia mai presente uno spazio (es. Strumenti → Modifica/sostituisci → Trova → battuta su barra spaziatrice e segno di interpunzione; Sostituisci → segno di interpunzione).
  • 8. Leggi ad alta voce, sillabando. Fallo ad voce come un bambino delle elementari che sta imparando a leggere. Leggi piano, concentrati sulla forma invece che sul significato.
  • 9. Fa’ leggere il post ad almeno altre 2 persone. Un paio di occhi in più fanno sempre comodo. Per questo nelle case editrici i vari giri di bozze non vengono mai effettuati dalla stessa persona.
  • 10. Rileggi il tuo post dopo 1 giorno. Lascia sedimentare il testo e torna a rileggerlo a mente lucida prima di pubblicarlo. Il nostro occhio tende infatti a correggere in automatico gli errori; leggendo il post a caldo rischi di non trovare refusi. Ma non perché non ce ne siano, bada bene.
  • 11. Leggilo al contrario. La macchinosa “tecnica del gambero” consiste nel leggere il post dalla fine all’inizio. Così facendo sei costretto a concentrarti sulle singole parole, non sul senso della frase, e quindi il tuo occhio non riuscirà a correggere in automatico eventuali refusi.

Rendi il post fruibile

Ora che sei sicuro di aver trovato un argomento interessante per la tua nicchia, e averlo girato e rigirato come un pedalino alla ricerca del maledetto refuso, assicurati che sia fruibile.

Cosa intendo con “post fruibile”? Per me un post fruibile è un post che punta a migliorare la user experience. È un post strutturato in modo tale da farsi leggere senza appesantire il carico cognitivo del lettore.

Per ottenere l’effetto fruibilità, chiedi il supporto del tuo web designer di fiducia e fa’ così:

  • 12. Scegli font leggibili. Lascia stare font arzigogolati, handwritten, brushscript e compagnia bella. Opta per un font chiaro, leggibile, pulito. I miei font web safe preferiti – oltre a quelli che ho utilizzato su questo sito – sono: Baskerville, Open Sans, Arvo, Droid Sans, Delicious.
  • 13. Pensa in grande. Non scendere mai al di sotto dei 12 pt per il corpo testo. Anzi, ti dirò di più: 16 pt è il nuovo 12. Fai tu.
  • 14. Scegli bene i colori. Pensa alla leggibilità: un testo giallo su fondo blu non si legge granché.
  • 15. Paragrafi brevi. Su questo punto sai già tutto. Voglio solo limitarmi a riportare una frase di Jason Fried che mi è piaciuta molto: “I paragrafi corti vengono letti, i paragrafi lunghi vengono scansionati, i paragrafi molto lunghi vengono saltati”.
  • 16. Usa il grassetto come evidenziatore. Pensa al bold come a un evidenziatore: sottolinea le parti salienti del testo, ma senza esagerare.
  • 17. Lo spazio bianco è tuo amico. Non dimenticarti di lui, non sottovalutarlo. Usalo per far respirare il testo e renderlo più leggibile.
  • 19. Scegli la giusta call to action. La CTA deve essere sempre presente: invita al commento ogni volta in maniera diversa e costruttiva.

Il lavoro passivo (la scelta del font, la sua dimensione, i colori e lo spazio bianco) è da effettuare una tantum sui fogli di stile. Si chiama “lavoro passivo” perché tu non devi pensare a niente se non a scrivere e a pubblicare. Il lavoro attivo (grassetto, paragrafi brevi, CTA), invece, devi eseguirlo a mano ogni volta che impagini un nuovo post.

Cura l’aspetto del post

Il post è originale, ben scritto e risulta fruibile. Ma è anche efficace dal punto di vista del visual? Sicuro sicuro?

Mmmm, dai, per sicurezza leggi anche questi consigli per impacchettare un post con i fiocchi:

  • 19. Usa il giusto testo tuittabile. Il click to tweet è comodo: crea uno stacco visivo rispetto al resto del testo e aumenta la portata del post. Usa però il testo tuittabile con senno: non inserire frasi banali, autoreferenziali, decontestualizzate. Ricordati che un testo viene tuittato se: contiene informazioni utili e comprensibili al di fuori del contenitore post, frasi interessanti, nuove, originali, divertenti. Il tuo obiettivo finale è che quello stesso tweet inviti a entrare nel tuo blog: non dimenticartene.
  • 20. Rendi il testo tuittabile con i giusti plugin. Per rendere il testo tuittabile puoi utilizzare diversi plugin WordPress. Io ti consiglio: Click to tweet by Todaymade, perché ti permette di creare box graziosi e Tweetable text, per consentire ai tuoi lettori di condividere direttamente dall’interno del testo le porzioni che tu stesso hai reso tuittabili;
  • 21. Aggiungi, se ha senso, una citazione. Puoi inserire una citazione famosa, o mettere in evidenza una parte del testo con un plugin che fa proprio questo. Si chiama Simple pull quote e ti permette di creare box di testo ombreggiati, semplici ma gradevoli.
  • 22. Crea una grafica a tema. Ti prego, ti scongiuro, ti supplico: non utilizzare la foto di un cane se parli di come fidelizzare il tuo pubblico. Non postare l’immagine di un ragazzo sul tappeto elastico nell’articolo su come ridurre il bounce rate. Fa’, invece, come l’amico Luca Orlandini di Futura Immagine: utilizza grafiche originali e personalizzate. Guarda per esempio l’immagine portante scelta per questo post, tra l’altro molto utile, sull’ottimizzazione dei form di contatto. E nota anche la coerenza con tutte le altre. Luca ha scelto uno stile, uno stile che fa riconoscere il suo blog tra altri mille.

Ottimizza per la condivisione social e per Google

Se pensi di cavartela così, amico mio, sbagli. Prima di premere l’agognato tasto “Pubblica” devi spalmarti ben in testa ancora 8 consigli. Sì, perché il tuo lavoro è finalizzato alla condivisione e alla Seo, quindi respingi la voglia di un selfie sul materassino e leggi questi ultimi tip.

Per un post ottimizzazione per la condivisione social e per il motore di ricerca:

  • 23. Occupati dell’URL parlante. Non lasciare che l’URL resti quello impostato in automatico da WordPress. Rendilo breve e comprensibile.
  • 24. Alleggerisci le immagini. Quando carichi un’immagine nel blog, salvala per il web da Photoshop e accertati che le dimensioni siano “umane”. Per essere sicuro di avere un’immagine leggera e di qualità, utilizza lo strumento smush di Yahoo.
  • 25. Ricordati della meta description. Non è forse un elemento utile per la Seo (lo è mai stato?), ma è di certo utile per la persona che ti trova all’interno della serp.
  • 26. Usa il Debugger di Facebook. Se lavori su WordPress ti capiterà di salvare la bozza. Magari con una URL non ancora “parlante” o senza immagine in evidenza. Il tool Debugger di Facebook ti permette di resettare tutti i parametri sballati. Utilizzalo non appena pubblicato il post.
  • 27. Ricordati dell’immagine in evidenza. Quando condividi un post sui social compare un’immagine al di sotto del link. Giusto? Be’, quella è l’immagine che l’autore del post ha dato “in pasto” al web. Ricordati di aggiungerla e che sia delle dimensioni giuste.
  • 28. Metti il rel no follow ai link esterni. C’è chi reputa questa pratica “ingiusta” verso i siti di valore; io ti consiglio di aggiungere il “nofollow” per pararti le pudenda da zio Google, ché oggi dice oui e domani nein.
  • 29. Usa il tag alt nelle immagini. Google non è così intelligente da sapere che l’immagine di un piatto di pasta rappresenta un piatto di pasta. Se hai appena scritto un post su come cuocere il perfetto spaghetto al tonno, usa la giusta foto e inserisci nelle specifiche il tag alt. Per esempio “Spaghetti col tonno”.
  • 30. Rendi le infografiche condivisibili. In un precedente post, Valerio ha sconsigliato di basare la propria strategia di link building sulle infografiche. E io la penso come lui. Ma se ne crei una ogni tanto puoi valutare la possibilità di aggiungere un embedded code per accrescere il numero di inbound link di qualità. Anche in questo caso, ricordati di inserire il rel no follow (io, per esempio, non ho inserito l’embedded code per l’infografica che segue).

Come ottimizzare i contenuti del tuo blog

Consigli finiti. Selfatevi in pace

Mi piace credere che tu abbia apprezzato il mio lavoro nella settimana di Ferragosto. Che tu abbia un irrefrenabile bisogno di condividerlo e di commentare, qui sotto, dandomi un ulteriore spunto per trasformare questa “protezione 30” in una “50”.

Fonte:
http://heidicohen.com/content-marketing-optimization

PS: Buon Ferragosto!

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Valentina Falcinelli

Valentina Falcinelli

CEO & Founder di Pennamontata, ho scritto "Testi che parlano", il primo libro italiano dedicato alla verbal identity. Una mia abilità? Mangio pizza senza sensi di colpa e so scrivere senza guardare la tastiera. Ma non so guardare la tastiera senza scrivere.