Contenuti interattivi. La nuova frontiera del content marketing

contenuti interattiviIl marketing dei contenuti è in fermento come il mio stomaco dopo aver mangiato i pomodori col riso di mammà. Siamo passati, si può dire quasi in un “lampo lampante” (cit.), dai contenuti 1.0 a quelli 2.0, dal flusso di comunicazione ad ascensore autore-lettore a quello circolare autore-lettore-lettore-autore-lettore. Ogni giorno, noi copywriter, cerchiamo di produrre contenuti che possano suscitare interazioni e commenti. E le aziende, cum grano salis, stanno investendo nel content marketing con più fiducia di prima.

Negli ultimi giorni mi è capitato di leggere diversi articoli che parlano di contenuti interattivi e li eleggono a principini del content marketing. Ma cosa sono questi benedetti “interactive content”? A cosa servono? Funzionano?

Non farti tutte queste domande. Risparmia le energie per continuare a leggere: sto per spiegarti tutto io.

Cosa sono i contenuti interattivi?

Post di solo testo, post con immagini, post con video, post con infografiche. Come vedi il content marketing sta diventando grande. E dato che le infografiche hanno quasi raggiunto il punto di saturazione (“Vedo così tante infografiche che voi umani…”), il passo in più che un’azienda può compiere qual è? Be’, quello dei contenuti interattivi, ovvio.

I contenuti interattivi permettono:

  • all’azienda di migliorare la propria brand awareness e il livello di coinvolgimento delle pagine web;
  • al lettore di diventare protagonista dei contenuti messi a sua disposizione.

Mi permetto, prima di approfondire l’argomento “contenuti interattivi”, di specificare un paio di cosette:

  • personalmente, considero interattivo anche “comune post”. Un post scritto come si deve, da un copywriter professionista, può essere di grande interattività. L’interattività possiamo, e dobbiamo, cercarla anche nelle parole. Nelle parole tutte gnude come Giuditta , nelle parole senza effetti speciali. L’atteggiamento snobistico di molte aziende, che guardano ai contenuti puri con la puzzetta sotto al naso, nun me piac;
  • creare contenuti interattivi come quelli che ti sto per mostrare può essere dispendioso. Sia in termini di tempo, sia in termini di denaro. Non basta più avvalersi di un copywriter. Occorre anche un bravo web designer. In compenso, da quello che vedo e da quello che tu stesso potrai dedurre, il livello di interazione può incrementare molto. Pertanto, dei contenuti interattivi può avvalersene con successo tanto la grande azienda quanto quella piccina che cerca un investimento intelligente e differenziato.

So che perdonerai il mio livello di acidità mattutina, e che continuerai a leggere senza avercela troppo con me. Quindi, come ricompensa per avermi sopportata, ti mostro qualche esempio di contenuto interattivo.

Esempi di contenuto interattivo

Abbiamo detto che i contenuti interattivi permettono al lettore di interfacciarsi in maniera più diretta con le pagine web. Ma in che modo? Vediamolo assieme.

Il post interattivo

Di solito, di fronte a un post, il lettore segue un flusso comunicativo verticale/verticalizzato. In genere, scansiona il testo, invece che leggerlo tutto, saltando da un paragrafo all’altro mediante i titoli, i bold, le sottolineature, gli elenchi puntati. Elementi che la copywriter Luisa Carrada chiama “punti di accesso al testo“.

post interattivo
Un post interattivo, invece, è gestito interamente dal lettore. Guarda qui cosa intendo dire.

Ti piace questo esempio? A me tantissimo.

La pagina interattiva

L’interattività è obliqua. Viaggia da un post e arriva a contaminare intere pagine di siti web. È il caso, per esempio, del sito Printerinks. Questa pagina racconta una storia: unisce l’interattività allo storytelling.

pagina contenuto interattivo
A differenza del post di prima, qui la scelta di come procedere nella consultazione della pagina è relegata all’autore. L’interattività è inferiore, a mio avviso, ma la spettacolarità aumenta. Aumenta quindi il livello di coinvolgimento. Il lettore pensa, come pensava anche del post, “macchefigata!”, e il risultato in termini di permanenza sulla pagina è garantito.

Sensibilizzazione interattiva

Invece di una campagna di sensibilizzazione standard, perché non giocare anche qui con l’interattività? Lo ha fatto la Town Centre Car Park in maniera più che azzeccata. Guarda qua.

infografica interattiva

Qui il lettore può interagire con la pagina, mostrando le sue scelte e vivere, di conseguenza, un’esperienza personalizzata. Ricordi i libri game degli anni Novanta? Ecco. Questo tipo di contenuto interattivo mi fa pensare tanto a quel tipo di prodotto (che io adoVaVo, accidenti!).

Conclusioni… interattive

Dopo questo post sull’interattività, mi aspetto la tua interazione qui sotto, nei commenti. Dimmi un po’: che ne pensi di questa tipologia di contenuti? Arriveranno – o sono arrivati – anche in Italia? Hai qualche esempio da condividere con tutti noi? Ti aspetto.

So scrivere senza guardare la tastiera, ma non so guardare la tastiera senza scrivere. CEO & Founder di Pennamontata, content designer e formatrice.