Semplificazione del linguaggio

Semplificazione del linguaggio: esempi e consigli tratti dalla nostra esperienza di “sbrogliatrici”

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Per consulenti finanziari, per banche, per piattaforme di servizi B2B, per assicurazioni… Sulle nostre scrivanie ne sono passati e ne passano parecchi di testi da sbrogliare. Ogni volta il lavoro è: capire di cosa stiamo parlando per ritrovare il bandolo della matassa, operare la sofisticata arte della semplificazione del linguaggio, lavorare di creatività per rendere il testo più coinvolgente – mica semplice quando devi lavorare su contenuti che hanno più numeri che lettere dell’alfabeto!

Qui ti parlo di semplificazione del linguaggio. Ti passo un po’ di suggerimenti per migliorare la qualità e l’efficacia di un testo, e farlo brillare per chiarezza e immediatezza. Poi ti mostro anche i risultati di alcuni nostri lavori di semplificazione.

Il difficilese non piace più a nessuno, nemmeno alla Pubblica Amministrazione!

“Al rigore di chi scrive deve corrispondere la comprensione di chi legge.”

La penna che scrive non è quella di Italo Calvino, di Tullio De Mauro, di Gianrico Carofiglio o di Luisa Carrada – esperti che ci hanno regalato grandi contributi sulla chiarezza del linguaggio. E no, non è nemmeno la penna magenta di Pennamontata – nonostante continui la nostra battaglia a colpi di chiarezza e semplicità a qualsiasi forma di difficilese. La penna che scrive è quella blu del Ministero per la Pubblica Amministrazione. Più precisamente, la frase che hai letto è estrapolata dalla Direttiva in materia di semplificazione del linguaggio.

Sì, tutto vero: il Dipartimento della Funzione Pubblica ha emanato una serie di direttive per semplificare il linguaggio burocratico delle Pubbliche Amministrazioni a favore di una comunicazione più semplice e immediata, che metta al centro i cittadini. Per me, questa qui, si chiama rivoluzione: anche l’ultimo dei baluardi del difficilese è stato preso (almeno in teoria)!

“L’amministrazione che risponde in modo preciso, ma naturale, usando parole di tutti i giorni, non banalizza il contenuto, né svilisce il suo ruolo, ma prende l’iniziativa di cambiare le regole del gioco. Questa, insieme alla precisione, è vera autorevolezza.”

Questa invece è la penna di Luisa Carrada. Nell’articolo Chi scrive nella PA, scrive la vita (che ti invito a leggere) spiega come, attraverso la semplificazione, si possa accorciare le distanze tra chi scrive e chi legge – anche là dove le distanze sembrano da giganti, come quelle che separano la Pubblica Amministrazione dai cittadini. Per accorciarle serve un linguaggio più semplice e più aderente alla realtà. Tutt’altro che semplice, però, è riuscire a ottenerlo. Ne ho parlato nell’articolo Scrivere per il web. Consigli per superare gli ostacoli, in cui ho dispensato consigli per testi più chiari e accessibili (valgono non solo per il web, ovviamente). Qui di seguito li riprendo e li arricchisco.

Consigli di semplificazione in ambito redazionale

Le parole da usare, la struttura delle frasi e la formulazione e organizzazione dei concetti da esprimere. Ecco da dove si parte. Poiché, come già sai, usare termini di settore, arcaici o presi a prestito da altre lingue, formulare periodi lunghi e complessi, pieni di subordinate, di incisi o di relative, riduce il grado di comprensione di un testo. E quando questo accade, perdiamo il lettore e smettiamo di comunicare.

Ecco alcuni consigli per testi più chiari e comprensibili:

  • Scegli le parole giuste per il tuo target: il lessico deve essere tarato sul pubblico. Più è eterogeneo, più è bene ricorrere a parole che rientrano nel vocabolario di base. La scelta è comunque ampissima: Tullio De Mauro (nel suo vocabolario di base) ne conta circa 7000!
  • Prima la chiarezza: chiediti sempre se non ci sia una parola più chiara, più aderente al concetto che vuoi esprimere, di quella a cui stai pensando. Lavora con il dizionario dei sinonimi sempre aperto.
  • Usa con criterio le sigle: alla prima occorrenza aggiungi una parentesi che le spieghi per esteso.
  • Evita le perifrasi: pochi giri di parole, più parole giuste.
  • Taglia i rami secchi: avverbi, lunghe liste di aggettivi (specie se sinonimi), incisi poco incisivi. Tutto questo appesantisce il testo, rallenta la lettura, complica la comprensione.
  • Vai di trasparenza: prediligi la forma attiva ed evita le costruzioni impersonali e oscure.
  • Formula frasi brevi e lineari: disponi con ordine soggetto, verbo e complementi. Non aggrovigliare le frasi con un gran numero di subordinate e coordinate, o rischierai di far perdere il filo al lettore.
  • Controlla la linearità: accertati che il testo sia lineare ed esposto in ordine logico, che non ci siano ragionamenti o informazioni implicite.

Se vuoi approfondire il discorso sulla semplificazione del linguaggio ti lascio nelle mani esperte di:

P.S. Ti ricordo che la “readability” di un testo, così come la chiamano gli anglosassoni, si può misurare. Nell’articolo Scrivere per il web. Consigli per superare gli ostacoli trovi gli strumenti per valutare il grado di difficoltà di un contenuto attraverso l’indice di Gulpease e la formula di Flesch. Vai a scoprire di che si tratta.

Consigli di semplificazione in ambito grafico

Ora mi sposto nella stanza dell’art, perché per semplificare un testo e aiutare il lettore a comprenderlo bisogna anche lavorare lato design. E in questo compito, copywriter e art operano a braccetto.

Ecco la lista di cose da controllare sempre, lato grafico, in un testo:

  • Il carattere è grande abbastanza? Deve farsi leggere senza sforzo. Non dimenticare di controllare anche la sua leggibilità da mobile!
  • Il font è facilmente leggibile? Tra un font bastoni e un font con grazie, il primo è più pulito e facile da leggere (specie quando il carattere non è molto grande). Occhio anche ai calligrafici: affaticano tanto la lettura e spesso diventano proprio incomprensibili.
  • L’interlinea è abbastanza ampia? Non far venire il mal di testa ai tuoi lettori.
  • C’è abbastanza contrasto tra carattere e sfondo? Accertati anche che la combinazione di colori (testo-sfondo) non sia fastidiosa. Per esempio: un testo rosso su sfondo blu crea un effetto ottico davvero poco piacevole.
  • Il testo ha delle pause e degli appigli? Dividilo in paragrafi per creare delle pause, usa gli elenchi puntati per ordinare le informazioni, sfrutta i grassetti per dare rilievo alle informazioni salienti.
  • Gli elementi grafici aggiungono valore? Il visual non è decorazione e non è un riempitivo: è un elemento che completa il testo e ne aggiunge potenza comunicativa.

Ok, mi dirai, facile stilare elenchi su elenchi, più difficile è applicare tutti questi consigli ai testi in cui imbattiamo ogni giorno. Ecco: è giunto il momento di mostrarti come abbiamo lavorato per i nostri clienti, quelli che ci hanno regalato grandi soddisfazioni.

Le “sbrogliatrici” al lavoro

La nostra penna ha portato chiarezza e semplicità in terreni spesso poco battuti dalla semplificazione, come l’ambito finanziario o quello dei servizi tecnici. Ecco di cosa è stata capace.

BPER Banca, semplificare per coinvolgere

“Vorremmo utilizzare LinkedIn per comunicare meglio ai nostri collaboratori, per coinvolgerli di più e raccontarci meglio come azienda. E vorremmo mostrare qualcosa di diverso, di noi, anche ai clienti.”

Abbiamo redatto un documento di 50 pagine per dare voce a BPER Banca su LinkedIn. L’obiettivo? Trasformarla in un lovemark, avvicinarla alle persone (anche ai suoi dipendenti) e coinvolgere il pubblico. Per farlo abbiamo lavorato anche di semplificazione (non solo, ovviamente). Per accorciare le distanze con il pubblico, abbiamo abbandonato il linguaggio tecnico tipico del settore per comunicare da persona a persona. Con parole semplici, chiare, comprensibili a tutti. E abbiamo anche trovato il modo per intrattenere il pubblico stimolando interesse, curiosità, interazione. Ecco due esempi di post che abbiamo progettato.

BPER Banca post LinkedIn

Se vuoi approfondire quel che abbiamo fatto per BPER Banca, sappi che è tutto raccontato nel caso cliente dedicato.

Luca Lecchini, semplificare per accorciare le distanze

Si chiama Luca Lecchini e di mestiere fa il consulente finanziario ma, a differenza di tanti suoi colleghi, non devi leggere quel che scrive 5 volte prima di capirne il significato. Per lui abbiamo delineato una strategia di personal branding e abbiamo studiato visual identity e verbal identity. Una parte consistente del lavoro si è concentrata proprio sulla semplificazione del linguaggio. L’obiettivo? Rendere temi finanziari ed economici (anche molto complessi) più vicini alle persone e alla portata di tutti, anche dei meno esperti. Per farlo, abbiamo lavorato molto anche sull’empatia. Ecco con quali parole si presenta Luca Lecchini nella home page del suo sito.

Luca Lecchini semplificazione linguaggio

Antos, semplificare un testo tecnico e renderlo “per tutti”

Il punto di partenza era un testo super tecnico dedicato a Bravo Manufacturing, un software per la gestione dei processi produttivi. Dovevamo editarlo e trasformarlo in un lead magnet accattivante (ovvero un documento da scaricare all’interno di una landing page, una pagina di atterraggio per una campagna digital). Dove è intervenuta la nostra penna? Abbiamo riorganizzato i contenuti e semplificato il testo per renderlo più comprensibile. Lato content design, abbiamo migliorato la leggibilità delle pagine, graficizzato dati e informazioni per renderli più fruibili e iconizzato le parole chiave per fermarle nella mente del lettore. Il risultato? Eccolo.

Antos copywriting

Antos brochure semplificazione linguaggio

Se vuoi approfondire questo lavoro, ti raccontiamo tutto qui.

Flumind, semplificare per raccontarsi

Ora ti presento Flumind, una piattaforma di gestione della formazione aziendale progettata per le aziende che vogliono crescere. Per questo cliente ci siamo occupate di tantissime cose: brand name, payoff, logo, identità visiva, identità verbale, sito web e testi, strategia e piani editoriali per LinkedIn, strumenti di comunicazione corporate. I testi che abbiamo scritto per il sito e per la brochure sono un esempio di comunicazione (e semplificazione) per il settore B2B.

La difficoltà del lavoro, questa volta, stava nella natura stessa del prodotto da raccontare, che è molto complesso e sofisticato. Dovevamo trovare il modo più efficace per comunicare la sua importanza al target di riferimento, e ovviamente dovevamo anche spiegarne nel dettaglio caratteristiche e i vantaggi. Sempre senza ricadere in un linguaggio troppo tecnico. Abbiamo spremuto la nostra penna per conferire ai testi il massimo della chiarezza. Ecco una piccola anticipazione del risultato, questa è la brochure che abbiamo curato.

Flumind esempio semplificazione linguaggio

Per approfondire il lavoro fatto, vai pure a curiosare nel caso cliente.

Con i consigli e gli esempi io ho finito. Ti lascio così, con il bandolo della matassa in mano, augurandoti felici “sbrogliamenti”.

Psst: di semplificazione del linguaggio parliamo anche a Copy42 WEB. O meglio, te ne parla Simona Sciancalepore, business writer e content designer. Nella sua lezione ti insegna a scrivere testi scorrevoli e concreti, progettati per far felice chi legge.

Copy42 WEB

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Giulia Pareschi

Giulia Pareschi

Toh, guarda un po' chi abbiamo qui: una storica dell'arte votata al copywriting. Da piccola avevo un amico immaginario di nome Cingiol. Oggi l'ho sostituito con la penna. Un giorno mi farò un vero amico, promesso.