Generazione Z: 5 consigli di content marketing

Generazione Z

in sintesi

Molte aziende non hanno mai sentito parlare della generazione Z, altre pensano che non abbia potere d’acquisto e così la ignorano. Se anche tu non conosci la generazione Z, o sei convinto che sia composta solo da “ragazzini attaccati al cellulare”, ti consiglio questo articolo. Qui stringerai la mano ai nativi digitali e forse comincerai a pensare di includerli nella tua strategia di web marketing.

Ehi azienda, ciao! Sto parlando proprio con te. Come butta? Perdona il mio tono yo yo, è che oggi voglio farti conoscere la generazione Z e credo che non ci sia modo migliore per presentartela se non quello di adottare, fin da subito, il suo tono di voce. Un tono di voce amichevole e schietto. Già, la generazione Z è così: diretta. E ha una soglia di attenzione che non supera gli 8 secondi. Quello che forse non immagini è che si tratta di un target molto esigente, difficile da conquistare, ma che non puoi ignorare se vuoi arrivare a questa fetta di mercato prima dei tuoi competitor.

Chi è la generazione Z e come comunicare con chi ne fa parte? In questo articolo troverai dati, esempi e consigli utili per intercettare la generazione più giovane del nostro Paese.

Piacere, generazione Z!

Nati dopo il 1995, a differenza dei millennials che hanno conosciuto un mondo senza WI-FI, gli utenti della generazione Z sono cresciuti con la connessione in tasca. Per i millennials lo smartphone è stato l’oggetto del desiderio, per la generazione Z lo smartphone è la naturale estensione del braccio. Molti millennials sono oggi neo genitori, la generazione Z siede tra i banchi di scuola e prepara esami universitari.

Se la generazione Z ti sembra lontana anni luce da te non preoccuparti, in fondo ogni generazione è sempre entrata in contrasto con le precedenti.
Il segreto per comunicare con lei è semplice: devi avere voglia di conoscerla senza pregiudizi. Te la presento in questa infografica e ti do il benvenuto nel suo mondo.

Infografica Generazione Z

Content marketing e generazione Z

Se dovessi descrivere la generazione Z con un aggettivo questo sarebbe: affamata. Affamata di conoscenza, di relazioni sociali e di presente. L’unico modo per conquistare una generazione così intraprendente è offrirle contenuti di qualità. Ma non credere che riuscirai a fidelizzarla con facilità. Forse una delle più grandi differenze tra la generazione Z e le precedenti è proprio questa: i nati dopo il 1995 non sono fedeli ai brand. I millennials o i loro genitori hanno delle marche preferite: spesso la pasta è sinonimo di Barilla e le merendine di Mulino Bianco. La generazione Z è affamata e infedele, e premia il valore che crea il brand e non il brand in sé.

Quelle di cui ti parlerò ora sono solo alcune aziende che non sono nate per la generazione Z, ma che hanno intuito l’importanza di inserirla nella loro strategia di content marketing.

Lasciati ispirare e capirai come entrare in contatto con i nativi digitali.

Generazione Z e contenuti editoriali

Proprio come tutte le generazioni, anche la Z legge, segue e condivide contenuti stilati ad hoc per lei. Ti faccio un esempio, la Condé Nast, casa editrice di Vogue, sapeva bene che i contenuti della rivista, anche se eccellenti, non sarebbero mai stati appetibili per la generazione Z, ma voleva comunque allargare il suo mercato. Così nel 2003 ha creato Teen Vogue, la rivista di moda e tendenza studiata per i più giovani, in cui non mancano approfondimenti di politica e società. La rivista online, come è ovvio, si declina sui principali social. Sulla pagina Facebook di Teen Vogue troviamo sia gli articoli del portale, sia contenuti studiati per aumentare l’engagement, come questa GIF.

Sai che anche La Repubblica ospita un blog tutto dedicato alla generazione Z? È il blog curato da Giacomo Mazzariol, classe 1997.

Generazione Z e YouTube

Per conquistare le visualizzazioni dei teenager, non devi solo aprire il tuo piano editoriale a nuovi contenuti, devi anche stare sul pezzo e, nello stesso tempo, intrattenere. Ecco un video tutorial di ClioMakeUp dedicato al trucco per il primo giorno di scuola.

Nel video la blogger dà consigli utili per un make-up naturale e veloce e, allo stesso tempo, intrattiene con un piccolo quiz. Da notare anche il tono di voce usato nel titolo del video: Trucco back to school per pigre 😜 hot in 5 minuti e 0 sbatti💃🏻. Più schietto di così!

Generazione Z e Instagram

La generazione Z è una generazione visual, ecco perché Instagram sale sul podio quando si parla di social network. Per far conoscere i tuoi prodotti su Instagram puoi sfruttare le stories. Guarda come le usa MAC Cosmetics, una delle aziende più amate dalla generazione Z.

Instagram storie Mac Cosmetics

5 consigli per intercettare la generazione Z

E ora, in pieno stile generazione Z (e anche un po’ in stile Pennamontata), andiamo al sodo. Ecco 5 consigli per intercettare i nati dopo il 1995. Il luogo d’incontro? Lo smartphone.

1. Solo 8 secondi al prossimo scroll

In 8 secondi i ragazzi decidono se vale la pena soffermarsi sul tuo contenuto o se “scrollare oltre”, senza lasciare un like. La generazione Z ha una soglia di attenzione molto bassa, non perché si distrae facilmente ma perché ha fretta di trovare le informazioni che cerca. È la “generazione Netflix”: niente batticuore settimanale fino alla prossima puntata, la prossima puntata inizia dopo 5 secondi.

La generazione Z non conosce il tempo dell’attesa. Se vuoi che i ragazzi si fermino sul tuo post devi creare contenuti in cui possano rispecchiarsi. Come? Strappagli un sorriso con una GIF, insegna loro qualcosa con un mini tutorial, rendili partecipi con un sondaggio. So che il tuo obiettivo è vendere il prodotto, ma non è con la leva dello sconto che riuscirai a farlo quando parli alla generazione Z. Ora ti spiego meglio.

2. Niente compra ora, più valore e conoscenza

La generazione Z riconosce la pubblicità lontano un miglio e non cliccherà mai sulle tue inserzioni piene di sconti e promozioni. Le leve che devi usare sul web per farti notare dai ragazzi sono diverse da quelle che usi per intercettare i millennials. I ragazzi sul web cercano brand che condividono contenuti coinvolgenti o che insegnano loro qualcosa di nuovo. Se devi sponsorizzare un post, investi in un contenuto così e non in uno legato solo alla vendita.

Oltretutto, devi tener presente che il web è la fonte di ispirazione di questa generazione, ma la conversione avviene offline. Secondo la ricerca condotta da IBM, infatti, il 98% degli appartenenti alla generazione Z non acquista online, ma preferisce il classico shopping nel negozio fisico. Sembra un paradosso, vero? C’è una spiegazione: i più giovani della generazione Z hanno tra i 13 e i 15 anni, non hanno quindi una carta di credito, escono nel weekend con gli amici e fanno shopping nei centri commerciali. Ricorda, però, che nel negozio i ragazzi non si limitano ad acquistare: scattano foto, scrivono messaggi agli amici e postano sui social.

3. Usa un tono di voce amichevole e diretto

Niente lunghi preamboli, vai dritto al sodo e usa un tono di voce amichevole. La fruizione dei tuoi contenuti avviene principalmente da mobile e la tua scrittura deve adattarsi. Ecco qualche dritta:

  • Scrivi frasi brevi.
  • Evita gli avverbi che terminano in -mente. Prendono da soli una riga di testo visualizzati da cellulare.
  • Sui social scrivi copy brevi ed empatici. Evita che il copy Facebook o Instagram finisca sotto la voce “Altro”.
  • Evita frasi commerciali. Con lo sconto e la promozione attiri i genitori della generazione Z, non la generazione Z.
  • Crea copy che coinvolgono e appassionano.
  • La parola d’ordine è personalizzazione. Niente email o messaggi anonimi. I ragazzi della generazione Z vogliono sentirsi protagonisti della tua comunicazione. Vogliono che parli a ognuno di loro.

4. Non trincerarti, apriti ai feedback

Il fatto che la generazione Z sia molto incline a scrivere recensioni, soprattutto sui social, può spaventare. E se la recensione è critica o negativa? Ovvio che devi avere un piano di crisis management che ti permetta di gestire anche le piccole crisi ma qui, cara azienda, voglio darti un consiglio da copywriter: le recensioni, negative o positive che siano, possono essere per te una grandissima fonte di ispirazione.

Analizza le parole dei tuoi giovani clienti: il modo in cui chiedono un’informazione, i termini che usano quando il tuo prodotto o servizio gli piace e quelli che digitano quando invece devono criticarlo. Dai concetti o dalle parole che si ripetono più spesso nei commenti e nelle recensioni puoi trarre idee e ispirazioni per la tua nuova campagna pubblicitaria e persino il naming del tuo nuovo prodotto.

5. La generazione Z è interessata ai temi sociali

I ragazzini sono attaccati solo al cellulare! Non è così, signora mia. La generazione Z sta crescendo in un momento storico segnato da grandi stravolgimenti (terrorismo, violenza, inquinamento ambientale). E non è indifferente a tutto questo. Il web non è una realtà parallela alla società. Ne è lo specchio, la descrive, la commenta, ne fa parte. Ecco perché i giovani si aspettano che anche i brand siano socialmente impegnati. Ad esempio, una grande fetta di questa generazione preferisce acquistare prodotti dal packaging ecosostenibile.

Se stai iniziando a pensare di includere la generazione Z nella tua strategia di content marketing forse quest’ultimo dato ti convincerà del tutto: la ricerca di IBM sottolinea che il 93% delle famiglie è influenzato dalle esigenze e dalle preferenze della generazione Z negli acquisti quotidiani.

Non ti resta che aprire i tuoi contenuti al futuro. La generazione Z, in fondo, non è altro che questo. Pronto a stringerle la mano?

Giornalista e copywriter, testarda e sorridente. Innamorata dell'entusiasmo. Tanto curiosa. La fase infantile del perché non mi è ancora passata, chissà perché.