Naming: 10 trucchetti per non impazzire. O forse sì

Uhm, mi spiace. In questo articolo non ti farò esempi di celebri naming come Apple, Nutella e compagnia bella. Quello che voglio fare è spiegarti o, meglio, suggerirti come fare per trovare dei naming accattivanti. Non ci sono regole di naming precise, quindi ti parlerò dei piccoli accorgimenti e dei trucchetti che uso io. Né più, né meno.

Per prima cosa – e adesso i copywriter esperti vorranno chiudere al volo questo articolo ma, clementi, non lo faranno – lascia che ti spieghi velocissimamente cos’è un naming. Non voglio dare per scontato che tutti lo sappiano.
Occuparsi di naming significa cercare il nome per qualcosa. Che sia un prodotto, un’azienda, un progetto…
Ma adesso veniamo al nocciolo della questione. Quali sono i metodi per affrontare il processo di naming con la sicurezza di uscirne con un nome valido? Continua a leggere: ti darò 10 dritte utili per un naming a prova di bomba.

1. Sei un copy, non un copione: fa’ un po’ di ricerca

La costante di ogni lavoro di copywriting è la ricerca. Prima di sprecare fiumi di inchiostro e lastricare casa di carta, prenditi del tempo preliminare per fare della sana e costruttiva ricerca. Esatto, proprio così. Non esiste creatività senza consapevolezza (questa massima è mia, e si vede).

A ogni modo, studia un poco la concorrenza. Va’ su Google e fa un po’ come il portiere chiacchierone: fatti gli affari degli altri. Segna i nomi che usano gli altri, vedi cosa ti piace e cosa no. Quale scelta trovi più coerente, audace, originale, insensata, oscena. Poi, puoi iniziare a buttar giù le tue idee. Ricordati che quando cerci un nome, che sia per te o per un cliente, è fondamentale accertarsi che il nome dominio sia libero. Non innamorarti mai di nessun naming senza prima aver verificato sul sito www.whois.net. Ti basterà digitare il nome dominio di tuo interesse per vedere subito se è disponibile o meno.

strumento whois per naming

Qualora il nome scelto da te, fosse già stato “preso” da qualcun altro, fattene una ragione. Se non te ne basta una, fattene due. Non puoi far altro, davvero.

NB: E adesso preparati. Se non lo conosci ancora, troverai questo sito sensazionale. Non voglio svelarti niente, tu adesso però clicca qui.

2. Ricordati della regola “CO.ME. OR. G.O.”

Gli acronimi aiutano a ricordare meglio le regole. Per questo ho spremuto le meningi per ritarne fuori uno che aiuti a memorizzare i punti chiave di un buon naming. Credo sia un acronimo al limite del pornografico, ma non è necessariamente un male. Potresti ricordatelo meglio proprio per questo motivo.

La regola del CO.ME. OR. G.O. è semplicissima. Un buon naming, infatti, deve essere:

  • COrto, o comunque non esageratamente lungo. Pennamontata, per esempio, è un nome lungo ma è anche…
  • MEmorizzabile. Anche se spesso la gente confonde Pennamontata con Pannamontata, un nome deve comunque essere memorizzabile. Deve far colpo.
  • ORiginale, diverso da quello dei concorrenti, unico, invidiabile.
  • Gradevole. Cerca un nome positivo, divertente, che trasmetta simpatia.
  • Orecchiabile. Questa caratteristica va a braccetto col “memorizzabile”. Quando ti dai al naming, presta sempre attenzione anche al suono. Il nome potrebbe dover essere veicolato anche via radio. Evita quindi nomi difficili da pronunciare, ma gradevoli e semplici.

Un’ultima cosa. Un buon nome deve essere anche specifico.

3. Usa una mappa mentale

Una mappa mentale, oltre a essere un valido alleato per molti lavori di copywriting, è anche un modo rilassante per farsi venire le idee. Prendi un bel foglio bianco, matita, penne, colori. Al centro del foglio scrivi la parola dalla quale vuoi partire e poi unisci tutte le altre, in un gioco di ramificazioni ad albero.

Ad esempio, per trovare il nome Pennamontata, ho fatto così.

mappa mentale pennamontata

Sapevo che volevo occuparmi prevalentemente di copywriting e la mia parola di partenza era “scrittura”. Da lì ho iniziato a pensare a tutti i termini e ai concetti che avessero a che fare con la scrittura. Computer, macchina da scrivere, tastiera, mano, penna… Ho poi legato a ciascuna di queste parole delle altre ancora. Nello specifico, “penna” è quella che ha stimolato di più la mia creatività. A “penna”, quindi, ho attaccato “inchiosto”, “biro”, “stilo” (e a “stilo” ho unito “stile”) e infine “panna”. Quindi “panna” non poteva che farmi venire in mente la “panna montata”. Da lì il colpo di genio: “E se cambiassi panna montata in penna montata?”. Et voilà! Ecco come è stato partorito il nome Pennamontata.

4. Gioca con le lettere

Come avrai capito anche dalla mappa mentale qui sopra, per trovare un nome si può – e si deve – giocare con le lettere. Partendo dalla parola principale, o da una delle ramificazioni (scrittura->penna) inizia a cambiare dapprima le vocali, poi magari una consonante. Ti faccio un esempio. Se avessi a che fare con il mare, e se quindi “mare” fosse la tua parola di partenza, potresti iniziare subito col sostituire una vocale. “Mare”, quindi, potrebbe diventare “Mire” o “More”. Cambiando una consonante potresti arrivare a parole come “Male” o “Pare”. Potresti anche cambiare entrambe le consonanti lasciando invariate le vocali (di modo da ottenere un suono quanto più simile possibile alla tua parola iniziale). Così facendo potresti ottenere parole come “Pale”, “Vale” o ancora “Sale”. Continua così, storpiando la tua parola #1 oppure la sua ramificazione che più ti convince, fino a ottenere una lista bella assortita di varianti.

Anche nel caso in cui, invece della parola principale volessi tenere in considerazione una ramificazione ottenuta dalla mappa mentale, fa’ la stessa cosa che ti ho appena spiegato. Parliamo ancora di “Mare”. Mettiamo il caso tu abbia elaborato una mappa mentale che comprenda la parola “Perla”. Procedi con lo storpiare questa parola allo stesso modo. Quindi sostituisci ora una vocale, ora una consonante.

Alla fine, sia che tu abbia modificato solo la parola centrale, sia che abbia storpiato le sue ramificazioni, otterrai un numero abbastanza elevato di varianti. Adesso non ti rimane che cercare di collegarle tra di loro. Quello che ti consiglio di fare è di prendere un foglio bianco e di scrivere, in maniera del tutto randomica, le parole ottenute dalle varie storpiature. Poi prenditi 5 minuti di pausa e torna, a mente lucida, sul tuo foglio adesso pieno di idee. Quello che devi fare ora è rileggere tutte le parole scritte e unire tra di loro, attraverso una linea retta, quelle che assieme possono formare un nome originale. Ti faccio un altro esempio concreto. Se volessi trovare il nome per un negozio di gadget, situato in una zona di mare, potresti aver elaborato una mappa mentale usando le parole principali “Gadget/regali” e “Mare”. Storpiando la parola “Perla”, che nella tua mind map era collegata a “Mare”, potresti aver ottenuto “Pirla” e “Parla”. Potresti, quindi, unire la parola “Mare” a “Pirla” e avere qualcosa come “Pirla di mare – I gadget più simpatici del litorale”.

esempio naming payoff
Certo, solo persone davvero autoironiche potrebbero chiamare il proprio negozio “Pirla di mare”, ma perché non uscire dagli schemi? Il nome, che rimanda a “Perla di mare” porta con sé originalità e umorismo. Il payoff andrebbe a chiarire le idee al cliente che, incuriosito di fronte all’insegna, si chiede “Chissà cosa vende questo Pirla di mare…?”.

5. Fondi, sfuma, mixa

Tranquillo, mi ricordo che sei un copywriter e non un dj. Quello che però puoi fare nel tuo lavoro di naming è simile a ciò che anche un dj. Prendi due parole, mixale tra di loro, fondile fino a crearne una nuova. Qualche esempio di naming famoso così ottenuto? Skype (sky + peer-to-peer), Wikipedia (wiki + encyclopedia), Netscape (net + seascape).

No

6. Evita gli acronimi

Anche se non amo gli acronimi, può capitare che questi ti sembrino l’unica soluzione. Personalmente, credo possano andar bene solo per business in ambito economico e informatico. Perché? Perché gli acronimi sono qualcosa di piuttosto freddo e impersonale. Per questo ti consiglio di far ricorso a un acronimo solo in due casi: a) se il cliente te ne fa esplicita richiesta; b) se hai provato con altri 200 nomi senza trovare un dominio libero e se l’acronimo che hai trovato ha un suono gradevole (es. Ikea). Non credi che di IBM e BMW ce ne siano già abbastanza?

7. Evita nomi generici

Come copywriter incoraggio la creatività. Per questo non potevo fare a meno di dirti cosa non fare quando devi cercare un buon naming. Un naming efficace non è mai generico. Per esempio, American Airlines è un nome generico. Alitalia è un nome creativo che nasce dalla regola n. 5: fondi, sfuma, mixa (Ali + Italia).

8. Fa’ un elenco di nomi che ti piacciono

Nel mio caotico computer c’è una cartella dedicata all’archivio di cose che mi piacciono. Ci sono frasi, nomi, immagini. Ogni tanto la apro per trarre ispirazione. Una cosa che anche tu potresti fare è questa: crea un file, che aggiornerai nel tempo, nel quale scrivere i nomi che hanno colpito la tua attenzione.
Tra i miei ci sono: IKEA, Apple, Amazon, Skype, Nutella, Sottilette, Firefox, Google, Facebook. E, ovviamente, Pennamontata (della serie “Oste, com’è il vino?”).

9. Trova l’ispirazione oltre il testo

Chi l’ha detto che l’ispirazione per scrivere buoni testi venga solo dal testo? Un vero copywriter, un creativo DOC, si lascia ispirare da tutto quello che lo circonda. Anche una canzone, un film, un’immagine possono fornire un ottimo spunto per tirar fuori delle idee.
Prova a fare un giro su Pinterest, Google image, le fanpage di Facebook: lì troverai diverse immagini che potrebbero solleticare l’emisfero creativo del tuo cervello.

10. Parlane con gli amici, il fidanzato, i genitori…

E perché non farlo? Insomma, è vero che i figli so’ piezz ‘e core, che gli amici e il partner sono un po’ di parte ma sentire altre campane è sempre un bene. E quando si tratta di lavoro, ricorda che chi ti è vicino può essere il giudice più imparziale e oggettivo che ci sia.
 
Quindi, prima di inviare le tue proposte di naming al cliente, consultati con altre persone. Potrebbero persino darti dei suggerimenti utili.
 

Se poi vuoi un documento operativo per presentare i nomi aziendali al tuo cliente, sarai felice di sapere che Pennamontata ne ha preparato uno per te. Gratis. Scarica ora il manuale per ideare nomi aziendali.

 

… i vostri trucchetti

Dalla mappa mentale all’atlante geografico

Marco Fossati ci svela che spesso, per trovare un buon brand name, si è affidato all’atlante geografico. Proprio così: cercando nomi di paesini, isole, città e mixando le varie sillabe, è riuscito ad arrivare a ottimi naming. Altro che mappa mentale: Marco parte alla ricerca del naming con bussola e cartina!
 

Dal baby book al brand name

Francesca Oliva, invece, da brava copywriter mamma trae ispirazione anche dal mondo della sua bambina. Ci svela, infatti, di aver trovato qualche idea da favola in libri… delle favole. O comunque libri per bambini.
 
 
Se hai qualche trucchetto da suggerirci, scrivici nei commenti e aggiorneremo l’articolo anche con il tuo contributo.
 
 
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E adesso che conosci tutti i trucchi del naming, scarica questo file di lavoro. Ti aiuterà a valutare i nomi che vuoi inviare alla tua azienda e capire quale può essere il migliore.
 
Formato file:
Excel 2007 – 2010 per Windows; Excel 2008 – 2011 per Mac
 
 

So scrivere senza guardare la tastiera, ma non so guardare la tastiera senza scrivere. CEO & Founder di Pennamontata, content designer e formatrice.