Content marketing e SEO: i contenuti che scalano la SERP

Se ti occupi di creazione di contenuti per il marketing online, anche tu sei un arrampicatore SERPale. Puoi ammetterlo, sei tra amici: vuoi salire “più in alto e ancora su”, come canta Renato Zero, fino a raggiungere le prime posizioni tra i risultati di ricerca di Google. In fondo, già sai qual è la strada per provare ad arrivare lassù: creare contenuti in base ai bisogni del tuo pubblico. Qui vedremo come conoscerli, faremo tappa tra le intenzioni di ricerca degli utenti e arriveremo, infine, a un’infografica che riporta i 10 tipi di contenuto che funzionano meglio per la SEO, secondo uno studio di Rand Fishkin di Moz.

Oggi parliamo di un nuovo gruppo sociale: gli arrampicatori SERPali. [Parte la musica di Superquark] Gli arrampicatori SERPali non sono interessati alla scalata sociale ma a quella delle SERP e, possibilmente, vogliono arrivare a essere primi. C’è chi spera di farlo armandosi di trucchi e trucchetti, chi con una strategia di content marketing. Indovina chi ha più possibilità di riuscire nell’intento? (altro…)

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Gli scogli del copywriter. Esercizi per migliorare creatività e scrittura

Quello del copywriter è un mestiere faticoso. Se come me sei alle prime armi con la scrittura, forse ne sai qualcosa. In questo post voglio parlarti delle mie difficoltà, perché potrebbero essere anche le tue: stimolare ironia e creatività, organizzare il testo e ricercare i refusi. Non solo: ti mostrerò anche gli esercizi che mi hanno aiutata a superare questi scogli. Spero possano esserti d’aiuto, per navigare nei mari della scrittura con il vento in poppa e non arenarti alle prime difficoltà.

Prima di partire voglio raccontarti di quando ho iniziato a scrivere e mi sono ritrovata nel bel mezzo del mare in tempesta.

Quando Valentina mi fece il colloquio per un tirocinio da Pennamontata mi disse: “Ho letto alcuni tuoi articoli, scrivi bene”. Lo presi come un grande incoraggiamento. “Non andrà così male” – mi dissi – “forse mi risparmierò qualche figuraccia”.

Ecco, non andò esattamente così. (altro…)

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A quali contenuti dare priorità sul sito? Tra content strategy e IA

Essere comprensibili. È questo l’obiettivo che dobbiamo porci quando progettiamo un sito web. Per raggiungerlo è necessario: 1) avere le idee molto, molto chiare su obiettivi di business e bisogni degli utenti; 2) procedere per priorità, anche nella selezione dei contenuti, un lavoro di content strategy fondamentale che ha molto a che fare con il delicatissimo studio dell’architettura delle informazioni. Da qui può dipendere la riuscita di un sito web: sarà utile e produttivo o sarà solo un groviglio di contenuti di cui non importa a nessuno? Ma come si decide a quali contenuti dare la priorità? Te ne parlo in questo post.

“Information architecture is the practice of deciding how to arrange the parts of something to be understandable.”

Questa è una delle definizioni dell’architettura delle informazioni (IA) data dall’Information Architecture Institute.

Oltre ai miei complimenti per la chiarezza, questa definizione merita qualche secondo di attenzione da parte di tutti noi. Perché non si tratta di “roba da architetti dell’informazione”. A ben vedere, chiunque si occupi di contenuti e di content strategy dovrebbe lavorare guardando dritto all’obiettivo della comprensibilità. Che sembra una cosa scontata, ma non lo è. Non lo è affatto. (altro…)

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Post lunghi. Ma davvero non li legge nessuno?

Se ti dicessi che c’è gente, online, che non solo legge tutto, ma che addirittura tiene il segno col puntatore del mouse, a mano a mano che procede con la lettura? Ci crederesti? Forse no, visto che ormai sono tantissime le persone che sostengono che online non si legge, ma ci si limita a scansionare il testo. In questo post voglio ragionare con te sui long-form content per capire se è vero che non funzionano o se, invece, può davvero valer la pena scrivere contenuti lunghi.

Quello che stai per leggere è un post lungo. Forse lo leggerai tutto, ma solo se sarò stata abbastanza brava da farti scivolare giù, fino alla fine. (altro…)

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Case history di una newsletter che funziona

Finora ti sei tenuto lontano dal creare una newsletter perché non sai da dove cominciare o perché ti hanno detto che nessuno legge le newsletter? Resta qui, perché in questo articolo troverai una case history su una newsletter fortunata – con un tasso medio di apertura del 48% – da cui poter prendere esempio. E non solo: ci sono anche gli imperdibili consigli di Guglielmo Arrigoni, esperto di email marketing. Buona lettura!

La newsletter che hai curato con tanto amore non riceve le aperture sperate? Che sconforto! È un po’ come mordere un semino di mais mentre mangi i popcorn: ti aspetti qualcosa di goloso e invece craaaaaack, e via un’otturazione. Un tasso di apertura molto basso può fare male. Soprattutto se hai dedicato alla tua newsletter impegno e tempo, tempo che adesso ti sembra buttato nel ces… tino o, peggio ancora, nella cartella spam.

In questo post voglio spiegarti come puoi creare una newsletter scoppiettante. (altro…)

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Real time marketing. Se devi farlo, fai così

Il real time marketing è un osso duro. Richiede prontezza e creatività e, soprattutto, la capacità di capire se è il caso di ricorrervi. Già, perché il content marketing legato alle news non puoi “provare” a farlo: devi farlo bene, perché non hai una seconda occasione per aggiustare il tiro. Qui vediamo insieme, con tanti consigli ed esempi, 6 casi individuati da Altimeter in cui fare real time marketing, sia quello pianificato che quello non pianificato.

Quando lavoravo come reporter per un giornale, la cosa che temevo di più era la telefonata del mio caporedattore, che di solito cominciava così: “Hai bucato”. No, non avevo bucato le gomme dell’auto, ma una notizia.

Ero arrivata troppo tardi sul luogo dell’accaduto, oppure il mio articolo era meno ricco di dettagli rispetto a quello di altri giornalisti. Poi mi sono avvicinata al mondo del web marketing e ho pensato: “Ciao ciao attualità”. E invece no: mi sono imbattuta nel real time marketing.

Insomma, lasciatemelo dire: mai una gioia! (altro…)

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Viaggio per coraggiosi nella misurazione dei contenuti

Obiettivi di business, obiettivi dei contenuti, KPI e metriche. Ti porto a fare un viaggio nella misurazione del content marketing, l’unico percorso possibile per dimostrare al cliente che il tuo lavoro sta portando valore alla sua azienda. Ti avviso: misurare i contenuti è un’attività per content marketer coraggiosi. Strada facendo, potresti scoprire che è tempo di cambiare strada…

“Voglio una vita spericolata” canta Vasco. Glielo direi, a Vasco, di venire a farsi un giro nel mondo del content marketing, ché qui di certo non c’è tempo per annoiarsi.

Ogni giorno una nuova sfida. Il post che stai leggendo, per esempio, è frutto della mia sfida della settimana: parlarti di misurazione dei contenuti.

Lascia che ti faccia una confidenza: non è stato un viaggio rose e fiori. Se hai già provato a mettere lo zampino nell’argomento “misurazione”, sai che si tratta di una jungla. Fatto sta che, prima o poi, a tutti tocca esplorarla. (altro…)

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♫ Emoji, emoji, emoji nei testi web (perdonaci, Mina!)

Potrei dirti: “Per scoprire come usare le emoji nella tua comunicazione aziendale devi leggere questo articolo.” Oppure: “Per scoprire come usare le emoji nella tua comunicazione aziendale devi leggere questo articolo.☺” Hai notato come cambia il tone of voice con l’emoji? Questi piccoli simboli hanno un forte potere espressivo e spesso nella comunicazione digitale aiutano il ricevente a decodificare il messaggio in modo corretto. Come può un codice non verbale funzionare così bene accanto alle parole? Fatti un ☕, leggi questo post e scopriamolo insieme.

C’è chi le ama, chi ne abusa, chi le odia, chi le usa a sproposito e chi le definisce un nuovo linguaggio. Sì, stiamo parlando delle emoji. (altro…)

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Schede prodotto e-commerce. Come smonto le tue certezze

Nelle schede prodotto degli e-commerce, più immagini e informazioni dettagliate aiutano le persone a comprendere meglio l’articolo e a distinguerlo da altri simili. Siamo sicuri? Se hai risposto “Sì”, tieniti forte, perché in questo approfondimento ti parlerò di alcuni dati che – sigh! – sovvertiranno le tue certezze su come debba essere una scheda prodotto e-commerce.

Lo diciamo sempre: nel web marketing – nel marketing in generale, a dire il vero – non puoi procedere per supposizioni e convinzioni senza testare.

Eppure, ammetto di non aver mai messo in dubbio il fatto che, nelle schede prodotto e-commerce, più immagini professionali siano meglio di una sola.

E invece…

E invece fortuna che c’è chi si prende la briga di far ricerca e ci permette di rivedere le nostre comode certezze. (altro…)

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Hashtag infelici. Come farli riappacificare con la linguistica

Si parla di fail e hashtag fail, ma poco, pochissimo, di come questi fail nascano e di come evitarli. Per esempio, sapevi che un hashtag può diventare infelice per un problema di sincronizzazione linguistica? In questo post scoprirai, per l’appunto, cosa vuol dire sincronizzazione linguistica e perché è importante ricordarsene quando si crea un hashtag. Tieni duro fino alla fine: ti prometto che imparerai cose davvero utili e interessanti.

Oggi parleremo di hashtag e di come la linguistica riesca a trasformarli in hashtag felici o infelici. A tal proposito, lascia che ti racconti qualcosa di interessante. (altro…)

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Come realizzare pagine 404 creative e usabili

Hai curato il sito in ogni dettaglio: il menù, l’alberatura, i testi, la grafica e la visualizzazione da mobile. Sei sicuro di non aver dimenticato nulla? C’è una pagina che molte aziende trascurano: la 404. Ecco, lo sapevo! Non ci hai pensato nemmeno tu, ma puoi ancora rimediare. In questo post vediamo insieme come realizzare pagine 404 usabili e lo facciamo seguendo i consigli tecnici di Google e quelli creativi di Pennamontata.

Chiudi gli occhi. Immagina di passeggiare a New York sulla Fifth Avenue. Cammina che ti ricammina, vedi un enorme negozio di scarpe. È tuuuutto in saldo. Entri e chiedi alla commessa quelle décolleté color magenta numero 37 (o un paio di sneaker, o mocassini o quel che vuoi) con cui è stato amore a prima vista. Lei ti guarda e ti risponde: “No, non abbiamo il numero che sta cercando”. Poi si gira e se ne va.

Senti più la delusione che scotta o il fastidio che irrita?

Questo è quello che provano gli utenti davanti alla pagina 404. Credo che se le aziende vedessero le espressioni delle persone di fronte al messaggio Not Found. The requested document was not found on this server, dedicherebbero attenzione alla pagina di errore. (altro…)

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Scrivere una pagina Chi siamo a prova di sbaDIglio

Le pagine relative al “Chi siamo” sono tra le più visitate nei siti web, ma sono anche quelle da cui più spesso le persone fuggono. Complici i testi o una struttura oscuri, noiosi e poco invitanti, quella che potrebbe essere un’opportunità per stabilire un collegamento con le persone viene puntualmente sprecata. Qui ti parlo di errori da non commettere quando ti occupi della progettazione di un profilo aziendale, ti mostro esempi positivi e ti do alcune dritte utili per scrivere una pagina “Chi siamo” che non faccia sbadigliare.

“Chi vuoi che venga a guardare la pagina Chi siamo?”

Disse l’azienda X senza controllare le analitiche. Chi lo fa, invece, chi si prende la briga di dare una sbirciatina ai dati sul traffico del sito, potrebbe ritrovarsi di fronte a una bella sorpresa. Tipo scoprire che la pagina “Chi siamo” è una delle più visitate. Attenzione, però, perché il SEO informa anche del fatto che, di solito, è una pagina che genera un alto tasso di abbandono. (altro…)

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