Brand guidelines: costruiamo l’indice passo passo

Quanto conta la personalità di un brand? Tanto, a volte più dei prodotti che vende. In questo post ti guido passo passo nella realizzazione del manuale delle brand guidelines, le regole di stile che aiutano la tua azienda a uscire dall’anonimato. Dal logo al tone of voice, qui troverai consigli, buone pratiche ed esempi per far conoscere e, soprattutto, riconoscere a colpo d’occhio il tuo brand.

Se dovessi descriverti in 3 parole, quali sceglieresti? Ti tolgo dall’imbarazzo e comincio col dirti le mie (non mi hai mai letto prima sul blog di Pennamontata e questo è anche un modo per stringerti la mano: piacere, Stefania). Sono un’aspirante copy: socievole, sensibile e curiosa.

Tranquillo in questo post non voglio parlarti di me, voglio solo farti ragionare su quanto sia importante il modo di presentarsi al pubblico. Soprattutto se sei un’azienda. Alle persone, infatti, è facile dare una seconda occasione; alle aziende meno, dato l’alto numero di competitor.

A una società che vuole fare una buona impressione fin dal primo momento, consiglio di pensare a un manuale delle brand guidelines. (altro…)

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Le figure retoriche della ripetizione nel copywriting. Tutta una questione di equilibrio

Ci sono ripetizioni “cattive”, che, per distrazione del copy, se ne stanno lì ad appesantire i testi. Ce ne sono anche di “buone”, però, e sono quelle volute, ricercate, studiate. Sono quelle che arricchiscono forma e sostanza di ciò che scriviamo. Il segreto sta nell’usarle con consapevolezza ed equilibrio. Te ne parlo in questo articolo, dove esploro una sostanziosa parte del mondo della ripetizione nella scrittura e dei suoi possibili effetti.

Hai presente la campana tibetana? Bene, a casa mia ne è approdata una. Per chi non lo sapesse, si tratta di uno strumento musicale legato a pratiche di meditazione. Ma per me è solo un oggetto infernale che emette un suono altrettanto infernale, una sorta di acuto fischio rompi-timpano.

Ora, hai presente le ripetizioni?
Be’, sì che ce le hai presenti, anche perché, con tutta probabilità, le eviti come la peste.

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Copywriting e Facebook Ads: meno frizione, più empatia

Quando si scrivono testi per Facebook Ads, uno dei fattori da tener presente è la frizione, ossia quella resistenza psicologica, più o meno inconscia, che tutti noi opponiamo di fronte alla pubblicità. Su una piattaforma che non è nata per la promozione, riuscire ad abbassare il livello di frizione è forse un’impresa ancor più ardua che altrove. Ci sono, però, delle buone pratiche che possiamo mettere in campo. Buone pratiche che hanno a che fare con l’aumento dell’empatia. In questo post approfondisco l’argomento con consigli ed esempi.

Rieccomi a parlarti di copywriting per Facebook Ads. Ho già affrontato l’argomento in questo articolo, dove ho messo a fuoco la possibilità di utilizzare il copy per creare annunci pubblicitari modellati sulla logica dello human to human marketing.

Oggi ho qualcos’altro da aggiungere a quanto già detto. (altro…)

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Headline: il potere della (giusta) domanda

L’azienda Protein World ha lanciato la campagna “Are you beach body ready?” che, nel Regno Unito, è diventata un caso virale. Proprio questa campagna mi ha fornito l’ispirazione per l’approfondimento che stai per leggere, tutto dedicato al potere della giusta domanda nell’headline. La domanda “Are you beach body ready?” secondo te ha funzionato? Per scoprirlo ti aspetto alla fine del focus.

Einstein una volta disse: “Se avessi solo un’ora per risolvere un problema e la mia vita dipendesse da questo, userei i primi 55 minuti per formulare la giusta domanda, perché, una volta trovata, potrei risolvere il problema in meno di 5 minuti”.

Mai sottovalutare l’importanza di una domanda. Soprattutto, mai sottovalutare i rischi di una domanda posta male. In particolar modo nell’headline, il cuore di qualsiasi testo.

Per l’appunto, c’è un errore, un errore che si commette spesso proprio nell’headline. A commetterlo sono perlopiù i copywriter che si fregiano di questo titolo prima del tempo. Ma pure quelli pigri, che di esperienza ne hanno ma che ogni tanto fanno come Super Vicky: mettono il cervello a dormire nell’armadio.

Capita.

Sai a quale errore mi riferisco? Te lo dico subito: non pensare a tutte le possibili risposte della domanda scelta. (altro…)

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Copywriting per Facebook Ads. Dal marketing allo human to human marketing

There is no B2B and B2C: it’s Human to Human. È il titolo di un ebook di Bryan Kramer, social business strategist e CEO di PureMatter. Lo human to human marketing è il marketing che parla alle persone, che ci permette di “guardare le persone negli occhi digitalmente”, come dice Ted Rubin. Tale concetto si può applicare anche quando si creano inserzioni su Facebook Ads, il circuito che ci consente di raggiungere le persone potenzialmente interessate a noi, a ciò che offriamo. Per una connessione H2H, però, c’è bisogno di contenuti (copy e visual) che sappiano veicolare il nostro messaggio. In questo articolo passo in rassegna 8 consigli diffusi da Facebook stesso per scrivere in modo efficace per Facebook Ads.

Se quando crei un’inserzione su Facebook non hai ragionato a fondo sul pubblico a cui questa è destinata, ottenere risultati sarà difficile come pronunciare la parola hipopotomonstrosesquipedaliofobia (sì, esiste). Il bello di questa piattaforma è che, se lavori bene, puoi raggiungere le persone giuste.

Facebook Ads, a ben vedere, è lo strumento perfetto per fare human to human marketing, il marketing che parla alle persone.

Ecco perché, dopo aver definito obiettivo e pubblico delle tue inserzioni, quando arriva la fase della creazione del copy devi pensare in termini di H2H. (altro…)

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5 esempi di crisis management. Quando i nodi vengono al pettine

Per gestire bene una crisi non basta agire con velocità. Bisogna saper essere umili, pazienti, empatici e persino simpatici. In questo post passo in rassegna per te 5 casi di crisis management. Per ciascuno troverai una spiegazione dell’episodio che ha fatto nascere la crisi e un elenco di lezioni prêt-à-porter. Perché i nodi, prima o poi, vengono al pettine: meglio farsi trovare muniti di balsamo anti-crisi.

Aprire un’azienda e sperare di non ricevere mai un reclamo è come andare dal parrucchiere, chiedere una spuntatina e augurarsi di uscire senza le doppie punte – e non, come invece accade, senza 10 cm di capelli.
Insomma, è una follia.
Aprirsi ai social e sperare di non venir mai contattati da un cliente insoddisfatto, o dall’allegro troll di turno, è follia al quadrato.
Follia al cubo è aprire un’azienda, decidere di vivere i social e, in caso di critiche, attacchi e crisi endogene, esogene (misogene ed estrogene pure), chiudersi a riccio come il parrucchiere quando lo implori: “Solo un centimetrino-ino-ino, eh. Mi raccomando”.

Perché, sia chiaro, i clienti sanno andarci giù pesante e con le loro lingue taglienti sanno fare ben più danni delle sforbiciate extra del parrucchiere. L’importante è saperlo e, soprattutto, sapere come gestire quei casi in cui il nodo arriva al pettine.

In questo focus sul crisis management voglio mostrarti 5 casi di gestione della crisi. Non tutti sono da prendere come esempio; da tutti, comunque, si può imparare qualcosa. (altro…)

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Contenuti pubblico-centrici: strategia, scrittura e misurazione

Pubblico-centrici. È così che dovrebbero essere tutti i contenuti del tuo sito web. Perché i contenuti pubblico-centrici coinvolgono, soddisfano e fidelizzano. Perché migliorano la user experience. Cambia prospettiva, allora, e mettiti nei panni del lettore. Non è una questione di empatia, ma di studio del tuo target. Individua le tue personas. Crea dei contenuti che rispondano alle loro esigenze e aggiungano valore alla loro esperienza di lettori-prospect. Infine, misura il tuo lavoro. In questo post scoprirai come progettare, scrivere e misurare i tuoi contenuti.

Immagina la tua azienda come un sistema solare. Cosa c’è al suo centro?

A. Il tuo brand
B. Il tuo conto in banca
C. Il tuo pubblico.

Se non hai risposto C, ti invito a continuare la lettura di questo post. Farà bene al tuo brand (e al tuo conto in banca). Se hai risposto C, ti faccio i miei C-omplimenti. Ma non andartene via con questo magro bottino. Seguimi, perché ti parlerò di come soddisfare il tuo pubblico attraverso i contenuti pubblico-centrici.

Quando si fa marketing, infatti, ci si rivolge al pubblico, sempre. Ma le cose non vanno sempre come dovrebbero. Non è difficile imbattersi in pagine web in cui il lettore sembra essere l’ultimo dei pensieri. (altro…)

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La scienza della condivisione. Alla foce del content marketing

Questo è un post che nasce dallo studio di diverse ricerche e che vuole far luce sulla scienza della condivisione. Perché condividiamo di più certi contenuti rispetto ad altri? Quali sono le dinamiche psicologiche e sociali che ci portano a mostrare ai nostri contatti post utili, interessanti e divertenti? Dalla “Ruota delle emozioni” di Plutchik ai post più condivisi del 2014: immergiti con me in un mare di informazioni utili.

Quando si parla di content marketing siamo sommersi da frasi come “i contenuti che pubblichiamo devono essere di qualità”, “i contenuti devono essere utili”, “i contenuti devono essere divertenti e interessanti”. Lo dico sempre anche io, eh. Diciamo così perché un contenuto di qualità, utile, interessante e divertente viene condiviso di più. E fin qui non ci piove.

Ma perché un contenuto di qualità, utile, interessante e divertente viene condiviso di più? Te lo sei mai chiesto? Io sì. Per trovare risposta a questa domanda mi sono tuffata in un fiume di documenti, trattati e ricerche e ho cercato di arrivare alla foce del content marketing.

Se vuoi buttarti a pesce nella scienza della condivisione e scoprire perché, dal punto di vista scientifico, condividiamo certi contenuti più di altri, devi restare qui con me. Caffettino, occhiali da vista, un respiro profondo e passa la paura.

Ti aspetto alla fine. Anzi, alla foce. (altro…)

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Copywriting UX. Questione di (F e Z) pattern

I lettori del web navigano seguendo dei percorsi. I più noti sono l’F-Pattern, come risulta dagli studi di eyetracking condotti dalla Nielsen Norman Group, e lo Z-Pattern. In base a questi schemi si possono elaborare dei layout grafici che accompagnino il pubblico dentro la pagina. In tal senso, il compito del copywriter è quello di attirare l’attenzione del lettore e farlo immergere nei contenuti. In questo articolo ti spiego come e ti mostro degli esempi. Enjoy it!

In media, gli utenti leggono al massimo il 28% delle parole di una pagina web. (Fonte) (altro…)

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Scrivere per gli e-commerce. I segreti del copy che vende

La sfida delle sfide, per chi si occupa dell’ideazione di schede prodotto per e-commerce, è offrire al lettore utilità, usabilità e creatività. Il copywriter, in questo delicatissimo lavoro, ha un ruolo centrale. Perché per arrivare alla conversione è necessario far vivere alle persone un’esperienza soddisfacente, anche (e soprattutto) attraverso le parole. Il copy di una scheda prodotto deve informare ed essere comprensibile, chiarificatore, deve essere completo e facilitare la fruizione delle informazioni e, non in ultimo, deve essere originale. In questo post, con l’aiuto di esempi tratti da e-commerce, facciamo una panoramica sul copywriting (e dintorni) per negozi online vincenti.

Ogni volta che una persona entra in una scheda prodotto di un e-commerce e, prima di andare via, clicca sul bottone “Acquista”, il copywriter che ha scritto il testo di quella pagina può rallegrarsi: ha fatto bene il suo lavoro.

Ci sono però delle conditio sine qua non affinché questo accada: nell’ideazione della struttura e dei contenuti di una scheda prodotto bisogna essere in grado di prevedere tutte le esigenze del lettore, individuare ciò che si aspetta e stupirlo con ciò che non si aspetta. Non è un lavoro da poco.

In tutto questo il ruolo del copywriter è centrale. (altro…)

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Piccolo bignami delle headline per blog post

Ogilvy diceva che le persone leggono l’headline 5 volte di più rispetto al testo di un annuncio. Quindi, con un’headline debole, siamo certi di aver buttato via 80 penny del nostro dollaro. Oggi come allora questa resta una verità granitica. Ma come si scrive un’headline che si faccia leggere? Be’, non esistono regole auree ma io qui per te ho cercato di riassumere alcuni di quelli che reputo consigli validi per scrivere buoni titoli per blog post. Ti parlerò di come ottimizzare l’headline per le persone, per il motore e per i social e ti darò qualche suggerimento per trovare la giusta headline per il tuo target.

Se sei qui per cercare la formula della perfetta headline, mi dispiace: sei nel post sbagliato. Se invece sei qui per cercare di imparare qualcosa in più su quello che, a ben vedere, il maestro Ogilvy considerava l’elemento più importante di un adv, benvenuto. Ti stavo aspettando.

Ci ho messo tanto a scrivere questo post. Ho cercato di raccogliere esempi, best practice e consigli per poter chiamare l’articolo che stai leggendo “Piccolo bignami delle headline per blog post”. Spero di esserci riuscita. (altro…)

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I numeri dello storytelling. Le storie appassionano e vendono

Lo storytelling funziona. Funziona perché le storie appassionano. Ma se spostiamo la nostra attenzione sul ROI possiamo ancora dire che lo storytelling funziona? Sì. E, aggiungo, i risultati sono da capogiro. Ce lo dimostrano i case study passati in rassegna in questo articolo, che ci mettono sotto gli occhi dati, in numeri e percentuali, che non vedrai l’ora di raccontare. Buona lettura!

Storytelling. Ne abbiamo sentito parlare tanto e in tutte le salse. E c’è un motivo, un ottimo motivo: funziona.

In questo post mi sono unita anch’io al coro delle voci, e ho parlato della strategia di comunicazione online di Jack Daniel’s, basata proprio – indovina un po’? – sullo storytelling.

Oggi ritorno sull’argomento e metto sul piatto alcuni deliziosi casi studio accompagnati da appetitosi contorni di numeri. (altro…)

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