Sul web, Halloween è tutti i giorni [carrellata di mostruosità]

Le mostruosità del web non spuntano fuori solo ad Halloween, purtroppo. E, purtroppo, in tutti noi c’è un Dr. Frankenstein pronto a creare vecchi e nuovi mostri. Distrazione, superficialità, mancato aggiornamento. Sono diverse le cause che possono dar vita a errori/orrori come quelli che passerò in rassegna in questo post: dalla pubblicazione di contenuti senza passare per il controllo delle fonti alla disastrosa creazione di hashtag a doppio senso. Ci sono poi gli spaventosi zombie e mostri SEO, di cui ti parlerà Valerio Notarfrancesco. Per fortuna, dagli errori e dagli orrori – nostri e altrui – possiamo imparare. Buona lettura e buon Halloween!

Di zucconi, lì fuori – o forse dovrei dire qui dentro – ce ne sono un’infinità. C’è lo zuccone che risponde malamente ai commenti della sua fanpage, lo zuccone che “dove c’è refuso, c’è casa”, lo zuccone che dà contro al povero stagista. Ah, e sia chiaro che questi zucconi non girano solo nella settimana di Halloween. (altro…)

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Titoli e punteggiatura. La grande lezione del professor Dardano

Se di mestiere fai il copywriter sai già che la punteggiatura non è un dettaglio. Non lo è soprattutto nei titoli, che proprio grazie a un buon uso della punteggiatura si caricano ancor più di valore comunicativo. In questo post, in compagnia del celebre linguista Maurizio Dardano, e attraverso molti esempi, ti farò scoprire come usare al meglio i segni di interpunzione (in particolare i due punti e il punto interrogativo) nel lavoro di titolatura. Buona lettura!

Titoli.
Io ne scrivo parecchi ogni giorno e sono sicura faccia lo stesso anche tu. Dici di no? Ti smentisco subito: pure l’oggetto di una e-mail è un titolo. I titoli non solo li scriviamo quotidianamente; li leggiamo anche. Che siano ben fatti, sensazionalistici, acchiappa clic i titoli sono forse una delle cose che più leggiamo nell’arco di una giornata.

Oggi voglio parlarti proprio di questo importante elemento della comunicazione e lo farò attraverso le parole di Maurizio Dardano, celebre linguista italiano. Nel suo libro “Il linguaggio dei giornali italiani”, edito da Biblioteca Universale Laterza nel 1973 (sì, hai letto bene), dedica un interessante capitolo al registro pubblicitario. Nello specifico, io oggi ti riporterò la parte dedicata alla titolatura.

È davvero interessante, quindi prenditi 5 minuti per imparare qualcosa di utile. (altro…)

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Un bicchiere di storytelling offerto da Jack Daniel’s

Parlare dell’azienda o raccontarla attraverso lo storytelling: sono 2 modi diversi di comunicare un brand, da valutare a seconda degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Lo storytelling permette di lavorare sulla brand identity, di fare soft-marketing e di coinvolgere il pubblico. Qui ti parlo di come l’ha utilizzato Jack Daniel’s per la sua comunicazione online.

Alcuni giorni fa testavo un testo scritto per un cliente, leggendolo al mio fidanzato. Sì, noi copywriter facciamo anche questo, ogni tanto. Un po’ per testare, un po’ pure per civetteria diciamocelo (“Guarda qui che testo che ti ho buttato giù!”).

Il testo in questione riguardava la pagina “Storia”, una sezione quasi onnipresente nei siti aziendali.

Bypassando il giudizio del tester, mi ha fatto riflettere il suo commento: “Ma poi, chi se la legge questa storia aziendale?”. Come mettere in crisi una copywriter. Già: chi se le legge questa e tutte le altre pagine “Storia” a cui ho lavorato mettendoci tutto il mio cuoricino di copy?
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Protezione 30. I consigli caldi dell’estate per ottimizzare i contenuti

I 30 consigli caldi dell’estate per ottimizzare i contenuti, e proteggerli dal flop, arrivano a ridosso di Ferragosto e riguardano la ricerca di un argomento interessante per la tua nicchia, la caccia al refuso, la fruibilità e l’appeal grafico del post, le buone pratiche per la condivisione social e per Google. Troverai consigli pratici, plugin utili e trucchetti che non conoscevi.

Sei spalmato su un lettino in riva al mare, ammettilo! Lo so, ti vedo. Ti vedo che “stai senz pnsier” (cit.) tra un feet-selfie, un halfie e un moon walk sul bagnasciuga. Ma so anche che sei lì a cercare nuovi post da leggere, quindi – tadà! – eccoti il mio. Resta lì, che adesso ci penso io a spalmarti i 30 consigli caldi dell’estate per ottimizzare i tuoi contenuti e proteggerti dal blog-flop.

Lo smartphone ora usalo per leggere. Alla foto dei tuoi bei piedini ci pensiamo dopo. (altro…)

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Il copywriting pò esse fero e pò esse piuma. Il tuo com’è?

Il copywriting può far bene, ma è facile pure che venga usato male. Nelle sue slide, Henneke Duistermaat mostra 17 do’s e dont’s del copywriting; io in questo post passo in rassegna alcuni episodi in cui il copywriting non fa il suo dovere. Frasi riempitive messe lì tanto per, superlativi super inflazionati, prezzo non giustificato a dovere, messaggi rivolti a una pluralità invece che al singolo cliente sono i casi che ho selezionato e analizzato per te.

Hai presente la scena del film Bianco, rosso e Verdone in cui l’immenso Mario Brega* dice: “Ah giovanò, sta mano pò esse fero e pò esse piuma. Oggi è stata ’na piuma”? Ecco, io ho sempre creduto che il copywriting fosse un po’ come la mano del camionista interpretato dall’attore: può far bene (piuma), così come può far male (ferro) se usato, per l’appunto, male.

Oggi mi ha ispirata questa condivisione di Marco Fossati, il copywriter di Mùnscia che scova sempre vere chicche. Così ho deciso di partire dal contenuto delle slide di Henneke Duistermaat, dove l’autrice parla dei do’s e dei dont’s del copywriting – e, come al solito, ci aggiungerò del mio (q.b.). (altro…)

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Il copywriting e le introduzioni che funzionano. Tecniche per farsi leggere

Chiunque scriva su un blog deve affrontare una sfida: farsi leggere. Ho un’opinione ben precisa sulla questione: breve, lungo o chilometrico che sia il tuo contenuto, se sai come accompagnare il lettore al suo interno, lui ti leggerà. Inizia a catturare la sua attenzione fin dall’ingresso dei tuoi articoli con un’introduzione magnetica. Qui parlo di 4 tipologie di introduzioni che funzionano, da “sfoderare” nei tuoi blog post. Buona lettura!

Hai mai sofferto del “blocco del lettore”?

È quella patologia che colpisce noi lettori del web e a causa della quale, anziché fare il nostro dovere di lettori – leggere –, bighelloniamo tra una riga e l’altra. Ce ne andiamo alla ricerca delle informazioni importanti e lasciamo perdere tutto il resto. E poi “click”, con un colpo di mouse condividiamo. Succede anche a te, ammettilo.
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Conversare col giusto copywriting: guarda come si fa

Ogni prodotto può trasformarsi, online, in una conversazione col prospect. In tal senso il copywriting dà una grossa mano ai brand. Per iniziare una conversazione col proprio pubblico, bisogna dapprima conoscere i suoi bisogni, le sue emozioni, le sue paure. Ogni testo deve rispondere alle domande del prospect, e deve essere posizionato in un punto strategico della pagina. Qui abbiamo analizzato il caso Mint.com.

Ci sono due tipi di persone: le persone che ti ascoltano davvero e quelle che, mentre parli, non fanno altro che pensare al momento in cui potranno farlo loro.

Be’, tra persone e brand non c’è molta differenza: c’è il brand che ha voglia di conoscerti quanto ha voglia di passare il bilancio annuale alla concorrenza, e c’è quello che non solo ti ascolta, ma vuole iniziare con te una vera e propria conversazione.

Un copywriter sa che la migliore occasione per iniziare a conversare col cliente è rappresentata dai testi. (altro…)

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Crisis management: un e-book per imparare da chi l’ha fatta grossa

Non basta leggere e rileggere qualcosa prima di cliccare sul tasto “Pubblica”. Non basta misurare le parole, tenere sott’occhio il proprio team, soppesare ogni singola frase. Non basta appellarsi alla stella buona per scongiurare l’epic fail del mese o dell’anno come il brand X. L’errore è sempre dietro l’angolo. Allora, proviamo a imparare da quello del (brand) vicino per cercare di non ripeterlo. Proviamo a studiare dei piani di contingenza e best practice per evitare, laddove possibile, o sedare la temuta “crisi”. (altro…)

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Contenuti di qualità, contenuti di qualità… Ma com’è fatto un contenuto di qualità?

Ultimamente sul web si parla di lei più di – che so – il ritorno del Winner Taco, Berlusconi che si sposa, il tasto “Condividi” di Facebook che per un giorno diventa “Fai circolare”, “Ripubblica”, “Pubblicalo tu”, “Divulga”. Mi riferisco alla qualità. Alla qualità dei contenuti.

Ma com’è fatto un contenuto di qualità? Siamo sicuri di saperlo? Leggendo il libro Clout: the art and science of influential web content, ho cercato di darmi una risposta. Ed eccomi qui, pronta a condividere con te quanto ho appreso dalla mia ultima lettura. (altro…)

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Gli errori copy e visual che stai commettendo sulla tua pagina Facebook

Mentre scrivo spero sia passata l’era in cui bisognava ricordare di non aprire su Facebook un profilo personale invece di una pagina aziendale, così come mi auguro che qualcuno ti abbia già detto di non trasformare la tua fan page in una colonia felina. Detto ciò, quello che voglio fare insieme a te – a te che stai muovendo i primi passi nella gestione di una fan page – è passare in rassegna alcuni errori che forse stai ancora commettendo dal punto di vista copy e visual.

Forse stai sbagliando perché ancora non ti sono ben chiare le dinamiche di Facebook, oppure perché hai scelto di esserci solo per via dei concorrenti o, ancora, perché ti stai ispirando a modelli sbagliati. La lista potrebbe andare avanti, ma la smetto qui.

D’altronde, se stai leggendo questo post, probabilmente è perché vuoi migliorare la tua presenza sul social di Zuckerberg, e con questa tua decisione hai già fatto un piccolo passo in avanti (e un grande balzo per la “FacebookUmanità”).

Adesso facciamo due passi assieme tra i Facebook-errori in cui stai ancora inciampando.
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Comunicazione, positioning e branding fatti a dovere

Come avrai già capito dal post sul marketer greco, quando viaggio l’occhio mi cade sempre su quelle cose che potrebbero trasformarsi in un post. Un post come questo che stai per leggere.

Stavolta, dal weekend a Londra, ho portato via per te qualcosa che spero possa esserti utile. Una piccola case history su un brand che forse già conosci, forse no: Pret A Manger.

Pret A Manger è una catena di fast food britannica molto particolare. E proprio Pret sarà la nostra case history di oggi, un caso studio che ci insegnerà a fare buona comunicazione, ottimo branding e impeccabile positioning. Che tu sia un copywriter alla ricerca di idee per la tua attività, o che debba gestire la comunicazione di un’azienda cliente, troverai tanti spunti utili.

E allora c’mon, follow me. (altro…)

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Bounce rate: ecco come te lo abbassa un copywriter in 5 mosse

Certe cose meglio farle alzare (come il numero di visite uniche di persone interessate a quello che offriamo, che hai capito?) altre, invece, meglio che si abbassino. Come il bounce rate, per esempio.

Il bounce rate, in italiano frequenza di rimbalzo, “è la percentuale di visite che non vanno oltre la pagina iniziale prima di uscire da un sito” (fonte: Google). C’è da farsi un piccolo esame di coscienza nel caso in cui una pagina abbia un buon numero di visualizzazioni ma un bounce rate così alto che nemmeno il Burj Khalifa a Dubai…

Occorre lavorare sulla frequenza di rimbalzo del proprio sito per garantirsi un pubblico “fedele”. Se una persona entra ed esce dal tuo sito così velocemente da infrangere la barriera del suono, Google potrebbe pensare che nelle tue pagine non ci sia niente di interessante, pertinente, utile. Se, come spero, il gigante scassabomboloniallacrema si sta sbagliando, ecco qualche consiglio easy da copywriter per far abbassare il bounce rate brutto e cattivo. (altro…)

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