Web copywriting. Come scrivere titoli-gioiello per blog post

Web copywriting. Come scrivere bei titoli per blog post

in sintesi

Questo articolo parla di come scrivere titoli per blog post. L’ho scritto per i corsisti di Copy42 WEB, il corso lungo sul web copywriting ideato da noi di Pennamontata. Lo dedico a loro ringraziandoli per essersi messi alla prova e per i tanti input che mi hanno dato per riflettere e migliorare anche la mia scrittura. Avrei dovuto condividere questo post sul gruppo Facebook del corso (un gruppo che è una miniera di domande, risposte, consigli, idee…) ma ho pensato di pubblicarlo qui perché credo possa essere utile anche per altre persone. Spero lo sia anche per te. Buona lettura.

 

“Voglio vedere titoli che brillano! Mentre li leggo voglio immaginarvi seduti alla vostra scrivania grondanti dubbi e sudore”. Suona più o meno così la raccomandazione che puntualmente faccio ai corsisti di Copy42 WEB quando presento l’esercitazione che dovranno fare dopo la mia lezione: scrivere un blog post, titolo compreso, ovvio.

E perché mi prendo così a cuore la questione del titolo? Perché dopo aver letto articoli su articoli durante la correzione delle esercitazioni, ho alle spalle abbastanza materiale a mia disposizione per poter dire che spesso chi scrive – anche chi scrive ottimi blog post –, nel momento della creazione del titolo, si accontenta.

Ecco cosa ho da dire ai corsisti Copy42, a te che leggi, e anche a me stessa a proposito di come scrivere titoli per blog post che brillino.

Titoli: si può fare di più (ed essere copy-eroi)

Correggendo le esercitazioni, ho passato in rassegna molti titoli in cui, tra una parola e l’altra, ho letto: “Accontentiamoci!”. E sapete una cosa? Avrei potuto accontentarmi anche io e dirmi “Ok, dai, non rompere le scatole a questi ragazzi, è passabile!”. Ma non è questo il corso in cui ci accontentiamo. Questo è un corso tostissimo. Quindi… Fuggite come foste Flash dall’accomodante tentazione di accontentarvi. Scrivete e riscrivete il titolo dei vostri articoli finché non sentite che sta per spuntarvi sul petto la S di Supercopy.

I titoli passabili sono titoli scritti bene, senza errori e chiari, e pure quelli che un pochettino cercano di aggiungere qualcosina, ma se uso tutti questi diminutivi c’è comunque qualquadra che non cosa. E allora come sono fatti i titoli belli ed efficaci? E quelli bellissimi in modo assurdo (che pure ve dovete ’mpara’ a scrive se volete fare anche i copy-eroi pubblicitari)? Sono quelli che aggiungono non solo un pizzico di creatività, ma anche un bel pizzico di persuasione (nel senso positivo del termine). Con il vostro copy potete:

  • esprimere un beneficio irresistibile (e reale!);
  • far capire al lettore che all’interno dell’articolo troverà la soluzione al suo “dolore”;
  • essere provocatori (sempre che questa scelta non faccia a botte col vostro tono di voce);
  • essere rassicuranti come un buon amico o come un vecchio saggio;
  • ispirare senza usare la formula “Ispirazioni per”.

Fermo restando che la chiarezza viene prima di tutto; che sono consapevole del fatto che nei titoli SEO (i page title) abbiamo poco spazio; che – so pure questo! – dopo aver trascorso ore su un articolo non vedete l’ora di chiudere tutto e buonanotte ai suonatori… vi lascio un esercizio da fare e autovalutare: prendete l’ultimo titolo che avete scritto (sia il titolo SEO, anzi, soprattutto il titolo SEO, sia l’h1) e riscrivetelo finché non lo vedrete trasformarsi in un titolo-gioiello. Ah, aggiungo un livello di difficoltà: non utilizzate numeri. Vi spiego anche perché…

I numeri non aprono le porte dell’Olimpo dei Copy

Ho notato che molti ricorrono alla sempreverde tecnica del numero nel copy e, così facendo, pensano di creare un titolo efficace. Non maledicetemi ma devo dirvi una cosa: il numero non sempre apre le porte dell’Olimpo dei Copy. Dipende da come lo usate. Mi spiego meglio con un esempio: “3 consigli per comprare casa a Bologna” è un titolo passabile non un super titolo. Il numero, qui, è puramente descrittivo.

Allora devo aggiungere qualcos’altro per renderlo anche persuasivo, altrimenti il lettore si fionderà su un altro risultato, in cui magari il concorrente ha scritto come titolo SEO “4 consigli per comprare casa a Bologna”.

Vi propongo delle alternative. “Comprare casa a Bologna: 3 consigli di cui non puoi fare a meno”, che come h1 va bene ma accidentaccio come titolo SEO è un possibile candidato a essere tranciato da Google. Ci riprovo: “Comprare casa a Bologna: 3 consigli che…”. Sì, mi sono tranciata da sola. :D Anche questo è osare! Ok, mettiamo che non voglia utilizzare questo espediente dei puntini di sospensione per fare il solletico alla curiosità del lettore. Ariproviamoci:

  • “Comprare casa a Bologna: 3 consigli da non perdere” (qui faccio leva sulla paura di perdere qualcosa di importante);
  • “Comprare casa a Bologna: 3 consigli che non troverai altrove” (do al contenuto una natura esclusiva, ma deve essere vero, naturalmente);
  • “Comprare casa a Bologna: i nostri 3 migliori consigli” (significa: “Ehi, ho fatto una selezione del meglio per te”).

Ci sono centinaia di modi per riscrivere questo titolo, e probabilmente le varianti che vi ho proposto non sono le migliori possibili. Ma sono le 20.11 del venerdì sera e devo ancora prepararmi per andare a ballare in balera. :D Insomma… Accontentatevi! ;)

In conclusione: onore al titolo!

Il titolo deve essere visto come un piccolo capolavoro di copywriting. Non consideratelo alla stregua di un elemento secondario perché non lo è affatto. Anzi, è il re del nostro contenuto! Non fermiamoci ai titoli “standard”, che hanno il dono della chiarezza (benissimo), ma non spiccano e non spaccano! Che siano h1 o titoli SEO, sforziamoci un po’ di più, tenendo conto del fatto che, sia sulla pagina dei risultati di Google, sia sui social, sia sulla stessa pagina dell’articolo dobbiamo combattere per attirare l’attenzione del lettore e per attivarne l’interesse.

Utilizzate leve di persuasione e aggiungete, se possibile, un pizzico di creatività! Quando scriviamo i titoli dobbiamo essere più copy che mai. Non è semplice ed è rarissimo che sia buona la prima! Tant’è che l’unico metodo che conosco per trovare il titolo “perfetto” è creare tante varianti, tagliare, cucire, limare, aggiungere un segno di punteggiatura proprio lì, anzi qui…

Ve lo dico: solo se grondiamo dubbi e sudore possiamo creare titoli che, agli occhi del lettore, splendano come diamanti.

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P.S. Non è che adesso non utilizzate più i numeri nei vostri titoli? Se avete numeri forti (e veri), ben vengano. Numeri forti sono numeri che impressionano o incuriosiscono. Tipo: “333 aforismi sulla creatività a cura di Annamaria Testa” oppure: “Comprare casa a Bologna: l’80% sceglie 3 quartieri”. A questo punto avete due possibilità per l’esercizio che vi ho suggerito di fare: a) accogliere il mio invito a non usare i numeri nella riscrittura del titolo (livello di coraggio su una scala da 1 a 10: 1); b) ignorare il mio invito a non usare i numeri nella riscrittura del titolo ma usarli in modo che non siano solo descrittivi, ma anche persuasivi (livello di coraggio su una scala da 1 a 10: 10). Buon lavoro!

Lucana DOC, mi definisco "copywriter della leggerezza". Non mangio verdure e odio il prezzemolo, in compenso la mia dispensa è piena di schifezzuole. Favorite?