#TA12. Noi c’eravamo e ci facevamo

#TA12. Noi c’eravamo e ci facevamo

Cosa sono i Tweet Awards?“, chiede la signora Gianna. Mia mamma.
Sono la festa delle persone libere di comunicare e felici di incontrarsi“, risponde la figlia. Io.

In realtà, accantonando per un attimo la poesia e la citazione alla pubblicità degli assorbenti Lines (“Libera e felice…”), per quelle due persone che ancora non conoscessero i Tweet Awards, ecco una spiegazione più professional:

I Tweet Awards premiano, in maniera del tutto meritocratica, i personaggi più amati di Twitter. Sono i twitteri a votare, senza vincoli né scelte preconfezionate. E ci si va per assistere alla premiazioni ma anche – e soprattutto – per conoscere follower e following con cui si è in contatto tutti i giorni.

Oggi, a brevissima distanza dal rientro a Roma dai #TA12 di tutta la ciurma Pennamontata, vogliamo raccontarvi di questa esperienza. Pronti? Via!

Valentina, il lupo, i pony e il Coniglio Bianco

Arrivo a Milano venerdì mattina dopo un volo che credevo essere turbolento (credevo, perché quello del ritorno mi avrebbe fatto contare i pois sul sedile per scongiurare il pianto isterico da “Questo aereo cosa ha intenzione di fare adesso?“). Francesca mi aiuta in discesa nell’infondermi… PAURA!

Incontriamo subito Valerio in tenuta da Top Gun. Albergo. Poi Futura. Poi si corre – letteralmente – verso Ostello Bello per lo speech con Giulio Xhaet. Rompo le scarpe. Cammino a piedi scalzi finché un paio di misericordiosi calzini “imprestati” mi vengono donati dalla gentilerrima Futurap (non quella di “stepper rappistico”). Compro ballerine troppo piccole per i miei piedi da elefante. Dolori lancinanti come un parto d’alluce. Epidurale! Nada.

Lo speech fila. Camomilla come aperitivo visto lo stomaco dolente. Bella gente. C’è Asi Claypool, c’è Bruna Nania, c’è Azzurra Tacente e ci sono le mitiche Marianna (Sandra) e Nadia (Raimondo) di Gazduna. La sera scivola via in un ristorante in cui la cosa più buona da mandar giù sembrano essere le mie gaffe. Gaffe che hanno a che vedere con lupi e pony.

Sabato di Tweet Awards. Ancora visi, di Katia d’Orta e Patrizia Soffiati di TreW. Di Michele, di Giusy, di Saverio, di Luca, di Michaela, di Elisa, di Annalisa, di Francesca, di Rosa Giuffrè che non puoi non amare. Iddio si è unito a noi. Si grida al miracolo!

Nemmeno ai tempi del liceo mi sono divertita così tanto e per questo devo ringraziare Rudy, Claudio, Davide, Luca, Riccardo, e Stefano, gli organizzatori di questi indimenticabili #TA12. Perché ci hanno permesso di vedere cose, twittare gente ma, soprattutto, conoscerla senza la barriera-odi-et-amo della rete.

Sono SEO e pure social. Chi l’avrebbe mai detto?

Lo ammetto. Sono arrivato a Milano il 5 ottobre pensando di essere un pesce fuor d’acqua. Io SEO in mezzo a tutti questi social. Nessuna faccia nota, nessuno con cui parlare dell’ultimo Panda Update lanciato da Google la notte appena trascorsa. Poi ci si mettono anche i navigatori satellitari che iniziano a farti fare il tour di tutta Milano per la gioia dell’area C a pagamento (magari faremo un post nel futuro, comunque né Google Maps, né Nokia Drive né le nuove mappe Apple sono state all’altezza).

Comunque, dopo il primo smarrimento ho scoperto un nuovo e meraviglioso mondo. Un mondo fatto di persone reali in carne e ossa, persone con le loro storie personali, i loro sentimenti e la loro altissima professionalità. E posso assicurare che di virtuale non c’è stato proprio niente. È stato tutto reale.

È stato bello trascorrere 3 giornate spensierate di divertimento insieme a vecchi e nuovi amici. Che dire del pranzo sui Navigli? Tra tutto il buono di questo weekend lungo, anche quello è stato realmente buono.

I #TA12 visti da una che diffidava dei cinguettii

Lo ammetto, io non credevo! Non credevo che Twitter fosse tutto questo mondo fantastico dove la gente dispensa consigli disinteressatamente, condivide contenuti e strumenti “aggratis”, cinguetta come un canarino in amore. Non lo credevo finché, tweet dopo tweet, mi sono resa conto dell’umanità di Twitter. E oggi, dopo aver partecipato ai #TA12, posso affermare di più: Twitter è un social filantropico.

Con Michaela Matichecchia, twittera e persona squisita come tutte quelle conosciute in occasione dei #TA12, affermo che “il digitale è reale”. Nel 99% dei casi, l’immagine che avevo costruito intorno a un mio following mi è stata confermata durante questo evento offline. Il restante 1% è costituito da persone come @lddio che, invece di comportarsi come di(v)oscesointerra, è un ragazzo adorabilmente timido.

Infine, la lezione socio(/a)logica più importante? Su Twitter non esistono “classi social”. Spesso, il più followato twittero è anche quello che più facilmente si ferma a far due chiacchiere con una novellina come me. I twitteri Doc superano di gran lunga i twitteri flop, quelli che si preoccupano dei numeri e non della qualità dell’interazione, e che magari finiscono per contare anche le persone con cui parlano offline (“Oggi ho twittato con 20 persone, poi ho parlato con mamma, con la cassiera, con il cane e con lo specchio”).

Frecciatina acidella a parte, i #TA12 mi hanno regalato solo cose positive, mi hanno aperto gli occhi su un mondo nuovo e inesplorato, e non c’è cosa che mi renda più felice di sentirmi esploratrice.

Pennamontata è dalla parte dei #TA12

Per quanto superficiale – o forse inutile – possa essere dimostrare la nostra piena solidarietà verso i #TA12, e palesare la nostra speranza che si ripetano negli anni, lasciatecelo fare. Ché oggi di occasioni per vederci in faccia senza occhi bionici (leggi webcam), ma con quelli del cuore, ce ne sono sempre troppo poche. E la meritocrazia è difficile da trovare in giro, manco fosse il diamante del Titanic.

Quindi, per concludere con lo spirito goliardico che si è respirato durante la giornata di sabato 6 ottobre, la frase migliore non può essere che: “Lunga vita ai Tweet Awards!”.