C’è chi viene, chi va, chi resta. E ci sono gli auguri per te

Come ogni anno, quando si avvicinano le feste, mi metto sul letto in posizione Buddha e inizio a tirare le somme dell’anno che sta per finire.

Questo 2012 è stato la fine del mondo. Per me, per Pennamontata.

C’è chi arriva…

A gennaio, in ufficio è arrivata Francesca, mia croce e delizia. Con le sue gambette secche e la bocca piena di cioccolata, con i ricci che non sanno stare in testa e svolazzano in ogni posto, in ogni luogo, in ogni lago. Con i mille post-it che riempiono la scrivania. (altro…)

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I 5 Twitter fail 2012. Quasi peggio della fine del mondo

Sono quasi certa che, se anche il 21 dicembre dovesse verificarsi la fine del mondo predetta dai Maya (e detta e ridetta da chiunque), i 5 Twitter fail di cui parlerò in questo articolo difficilmente potranno essere cancellati dalla storia dell’universo. Ok, sto un po’ esagerando, ma concorderai con me nel sostenere che, per un’azienda, una cattiva gestione del social media marketing può essere pericolosa come un buco nero.
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Linking. Alla scoperta di una tecnica di copywriting che…

No, non sto per parlarti di come inserire dei link all’interno del tuo copy. Oggi voglio parlarti di una tecnica di copywriting che ho trovato in uno dei miei libri-copy-bibbia: The Adweek copywriting handbook di Joseph Sugarman, un signore di cui parlo sempre in Yummy Writing.

Bene, adesso sono sicura che ti starai chiedendo che diamine è questa tecnica Linking e in che modo puoi utilizzarla. Nel caso in cui la reputerai valida, s’intende. Seguimi e vediamo se riesco a convincerti, così come ha fatto come me Jos. (altro…)

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Quando il giusto copywriting può fare la differenza. Caso di un caso disperato

I difetti, di solito, tendiamo a tenerli per noi. Le donne nascondono le occhiaie con chili di correttore (quello aranciato che Clio Make Up usa su qualunque tipo d’incarnato). Gli uomini tengono la barba incolta per camuffare i segni dell’acne giovanile. Le aziende usano communication strategist cazzuti come Futura Pagano per spegnere flame con stile.

Ognuno, insomma, fa quel che può per celare piccole-grandi magagne. Come mi trovo spesso a ripetere durante i corsi di formazione per copywriter, è meglio dire la verità. Aspetta, non voglio dire che tu debba sbandierare le tue occhiaie, i segni dell’acne o il malcontento dei clienti. Credo, però, occorra essere onesti perché se non è oggi è domani: la verità viene sempre a galla. Tanto vale partire in vantaggio e sfruttare i tuoi contro per creare una comunicazione originale.

Sappi che esiste un modo per essere sinceri senza sputtanarsi. Un modo per essere onesti e far breccia anche nel cuore dei più diffidenti. È proprio di questo modo che voglio parlarti oggi nel post che stai leggendo. (altro…)

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5 cose che puoi fare quando rimani senza ADSL

Sono due le più grandi disgrazie che possono capitare a un freelancer: perdere il “grande” cliente e rimanere senza ADSL per un giorno intero.

Per il primo caso, amico mio, non posso esserti granché d’aiuto. Posso solo consigliarti di affrettarti a superare il lutto: sii forte e tieniti lontano dal voodoo.

Se invece ti capita di rimanere senza ADSL per un giorno intero, qualcosina posso suggerirtela. Cotanta mia esperienza è dovuta solo ed esclusivamente a Wind Infostrada*, che continua a lasciarmi senza voce (non quella da cinquenne che mi ritrovo, no. Mi riferisco al “telefono”) e ADSL.

Quindi, non ringraziare me per i consigli che sto per darti, ma all’esimia Wind Infostrada che mi ha permesso di scoprire come ammazzare il tempo in modi che potrebbero tornare utili anche a te. (altro…)

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Le 10 cose che non dovrebbero mai mancare nel blog di un freelancer

Biglietto da visita? Ce l’ho.
Logo? Ce l’ho.
Carta intestata? Mi manca.
Blog? Ce l’ho.

Vedo che stai passando in rassegna tutti gli strumenti di promozione indispensabili a un freelancer: bravo. Ma sei sicuro-sicuro-sicù di avere un blog fatto come si deve?

In questo articolo, anche se ogni tanto faccio come il calzolaio che va in giro con le scarpe rotte, ho tirato giù una bella check-list di elementi che proprio non devono mancare in un blog da freelancer.
Un grazie anche ai follower, fan e amici che mi hanno aiutato nel trovare tanti altri ingredienti da aggiungere a questa ricetta. (altro…)

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Il manifesto del motivatore per i professionisti-tacchino

Nella vita ho incontrato due tipi di professionisti. C’è il tipo alla Marco Stancati, un professore universitario a cui dai subito del tu, uno che ti regala followsunday col sorriso, che ti spiega il suo metodo e ti incanta con le sue parole e la sua mente, incredibilmente aperta, brillante, al passo-coi-tempi. Poi c’è il professionistadestocà, quello che non ti si haha (lo dico alla toscana per sembrare meno volgare) nemmeno in punto di morte. Il tuo punto di morte, s’intende. Quello che non risponde alle e-mail, che non perde occasione per ricordare a te e al mondo quanto è figo e quanto tu sei sfigato. Quello che, soprattutto, come hobby fa il demotivatore. (altro…)

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Copywriting e umorismo nero: sai come usare l’ironia?

Da quando faccio la copywriter, mentre cammino per strada, anziché starmene a testa bassa, mi guardo intorno per leggere le insegne dei negozi, la cartellonistica, a volte anche i manifesti funebri. Ah, e sono la gioia dei “volantinatori”: non me ne perdo uno, di volantino. E così, mentre la mia borsa diventa il museo dei flyer, io alleno il mio occhio critico sulla creatività.

L’altro giorno me ne stavo sulla banchina della metro ad attendere il mio treno, quando un cartellone pubblicitario ha catturato la mia attenzione. (altro…)

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Il futuro per i blogger. Tra passione, opportunità e… Google

L’avete sentito il botto? No, tranquilli, non è niente: è l’esplosione di attività da parte di blogger e copywriter di tutto il mondo. Così succede da qualche tempo a questa parte: gli “scribacchini” web stanno facendo il botto.

Non solo vecchi blog hanno ripreso a pubblicare a bombazza post su post, ma ogni giorno vediamo dei blogger aprire i loro siti per dar sfogo alla passione di scrivere e comunicare. Cosa c’è dietro questa nuova età dell’oro dei blog?
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Fatti i blog degli altri: 4 case history di business blogging

Lunedì scorso, ho provato a scrivere una ricetta per un buon blog. Bada bene, non il blog perfetto: non ho le competenze, né sono nella posizione per potermi pronunciare a tal proposito. Ma se anche io fossi una guru della blogosfera (il termine “guru” lo uso solo per far arrabbiare Valerio ;-)), finirei per fare un grosso buco nell’acqua.

La blogosfera è un universo democraticissimo (che strano usare questa parola addirittura al superlativo): ognuno vi blogga quello che vuole, e ognuno reagisce o non reagisce condividendo o meno, commentando oppure no. Se si parla di blog aziendale, però, esistono pratiche da attuare e altre da evitare. Ci sono, poi, modi di fare business blogging su cui mi sembra arbitrario parlare in termini di “giusto o sbagliato”, perché si tratta semplicemente di scelte aziendali.
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#TA12. Noi c’eravamo e ci facevamo

Cosa sono i Tweet Awards?“, chiede la signora Gianna. Mia mamma.
Sono la festa delle persone libere di comunicare e felici di incontrarsi“, risponde la figlia. Io.

In realtà, accantonando per un attimo la poesia e la citazione alla pubblicità degli assorbenti Lines (“Libera e felice…”), per quelle due persone che ancora non conoscessero i Tweet Awards, ecco una spiegazione più professional:

I Tweet Awards premiano, in maniera del tutto meritocratica, i personaggi più amati di Twitter. Sono i twitteri a votare, senza vincoli né scelte preconfezionate. E ci si va per assistere alla premiazioni ma anche – e soprattutto – per conoscere follower e following con cui si è in contatto tutti i giorni.

Oggi, a brevissima distanza dal rientro a Roma dai #TA12 di tutta la ciurma Pennamontata, vogliamo raccontarvi di questa esperienza. Pronti? Via! (altro…)

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Copywriter, il tuo è un blog, un blob o un flop?

Tutte le definizioni che ti accingi a leggere fanno parte del mio personale glossario di copywriter.

Blog: una delle più belle invenzioni della Rete e pilastro del Web 2.0. Il blog è “co.co.co”, che non significa precario, ma comunicazione, condivisione e conversazione.

Blob: blog fatto di contenuti che non contengono un bel niente. In genere ha un titolo anonimo o non indicativo di ciò che si troverà all’interno, e magari anche banale (es. “Il fantastico mondo di Francesca”). Il blobber è un individuo di sesso maschile o femminile che, afflitto dalla noia, un bel giorno decide di aprire un blog. Nel migliore dei casi, viene ignorato dagli internauti come si fa con un tramezzino pomodoro e tonno messo a fianco a un piatto di parmigiana. Anni fa, in epoca postuniversitaria e alla ricerca di un lavoro, stavo quasi per aprirne uno, di blob. Devo essere stata distratta da qualche salvifico pensiero. Forse i lavoretti di pasta di sale, mio hobby di quel periodo, coltivato, peraltro, con scarsi risultati. Insomma, ringrazia la pasta di sale.
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